OpenSource e flessibilità dei mercati

La crisi economica ha portato molte aziende a ridefinire il proprio modello di business. In diversi casi si è resa necessaria una vera e propria ridefinizione dei propri processi aziendali. Tutto ciò per rendere l’azienda più flessibile ed in grado stare al passo con le esigenze di mercato.

Una maggiore flessibilità entra sicuramente in conflitto con strutture aziendali rigide che fanno fatica ad attivare il cambiamento.

Stesso discorso vale per gli strumenti informatici di supporto. Applicazioni rigide che consentono customizzazioni lente e costose non aiutano il processo di cambiamento per le imprese.

 

Sotto questo punto di vista le aziende si stanno attrezzando con strumenti informatici più flessibili, facilmente customizzabili, con miglior politica di pricing, innovativi e, soprattutto, aperti ad ogni tipo di innovazione.

Se pensiamo bene, queste caratteristiche sono proprie dei sistemi opensource.

 

Ed infatti, se dovessimo guardare alla situazione attuale, scopriamo che:

  1. l’innovazione in tutte le aree dell’informatica è dominata dalle piattaforme Open Source (cit. John Mark Walker)
  2. il trend di crescita dei sistemi Open Source, in base ad un sondaggio su 64 paesi, sembra essere molto positiva. Tra le leve per cui si preferisce l’OpenSource troviamo:
    1. qualità dei prodotti
    2. funzionalità all’avanguardia, competitive ed innovative
    3. sistemi facilmente customizzabili
    4. possibilità di non essere completamente legati ad un unico fornitore

 

Inoltre l’open source si sta affermando anche nelle tecnologie più moderne come BigData e InternetOfThings.

 

Dal nostro punto di vista le imprese devono essere aiutate a capire meglio quali sono le reali potenzialità dei prodotti Open Source.

In genere, infatti, la maggioranza delle persone “non addette ai lavori” che devono prendere decisioni non ne riescono a cogliere le opportunità e rischiano di far prevalere applicazioni che “sanno vendersi meglio” attraverso campagne di marketing finalizzate allo sviluppo del prodotto.

 

Quello che queste persone dovrebbero chiedersi (nel mercato di oggi) è…il sistema è perfetto adesso; ma tra qualche mese o qualche anno sarà ancora così?

Flessibilità dei mercati ed adattamento delle piattaforme informatiche

Se vi occupate dell’IT in un’azienda, molto probabilmente vi sarà capitato di avere a che fare con i continui adattamenti dei sistemi informatici alla flessibilità di mercato.

Vi sarà capitato di avviare un progetto e, dopo un anno, rendersi conto che le esigenze aziendali erano già cambiate. In questo caso sarete corsi ai ripari cercando di sistemare il progetto già in essere mettendo delle pezze o facendo sviluppare “nuove features”.

Proprio per questo motivo, in tantissime occasioni, sul blog abbiamo spiegato l’importanza di adottare software altamente flessibile.

Per flessibilità di un software si intende appunto la facilità di adattamento ai cambiamenti interni ed esterni all’azienda.

Con il tempo, molti sistemi gestionali, si sono attrezzati in modo da poter installare plugin (addon) completamente integrati con il software stesso ed in grado di rispondere a qualsiasi esigenza.

Questa soluzione permette di non intaccare il “cuore” del gestionale (si deve sapere che ogni modifica di codice al sistema originale può comportare malfunzionamenti al sistema stesso ed occorre necessariamente fare ulteriori e costosi test) e di semplificare notevolmente lo sviluppo del plugin concentrandosi soltanto sulle esigenze da risolvere.

Inoltre è probabile che, prima della vostra azienda, già un’altra realtà aziendale aveva bisogno di risolvere lo stesso tipo di esigenza. Sarà quindi facile trovare un plugin già costruito che risolva quel particolare problema.

Questa soluzione, come avrete capito, farà risparmiare tempo e soldi di sviluppo.

E’ una soluzione che vale la pena adottare soltanto se il gestionale in questione adotta una politica di espansione a plugin, presenta molte verticalizzazioni ed è utilizzato da un numero sufficientemente grande di aziende.

Nel caso in cui non si è deciso di avviare un progetto informatico con strumenti flessibili allora molto probabilmente la vostra azienda sarà invasa da software eterogeneo con conseguente aumento dei costi di manutenzione ed aumento di ridondanza di dati spesso difficili da sincronizzare.

In questi casi si ha la percezione di rispondere in tempi brevi e costi ridotti alle continue richieste di mercato. In realtà, con il tempo, se non si adottano adeguate politiche di integrazione tra i sistemi, i costi di gestione aumenteranno esponenzialmente.

La flessibilità: fattore determinante di successo per l’informatizzazione nelle PMI

Se provassimo a ragionare per assurdo il gestionale ideale per una piccola e media impresa si misurerebbe in base a questi parametri:

Leggi tutto “La flessibilità: fattore determinante di successo per l’informatizzazione nelle PMI”

Massima flessibilità di configurazione dei processi aziendali

Ipotizziamo che il processo di vendita da noi configurato sul paragrafo Come configurare un processo aziendale con un ERP dovrà subire, per esigenze di mercato, dei cambiamenti. In che modo il sistema gestionale si adatterà ai cambiamenti?
Nella maggior parte dei casi il cambiamento sul gestionale avviene in maniera molto lenta, costosa ed alcune volte saranno i processi operativi aziendali a doversi adattare al sistema per essere supportati.
Vi mostriamo come con il “configuratore di processo” verranno rispettate:

  • Massima velocità di adattamento del sistema
  • costi bassi di configurazione, visto che nella maggior parte dei casi vengono gestite a livello utente
  • modifiche a caldo sui processi operativi

Supponiamo che il processo di vendita  da noi configurato subirà una modifica tale per cui dallo stato “preparazione ordine”  il processo dovrà necessariamente andare in “approvazione ordine” da parte del responsabile acquisti.
L’approvazione sarà eseguita manualmente ma il sistema deve bloccare l’approvazione qualora la quantità del prodotto risulta essere maggiore di 5. Dopo l’approvazione allora il processo può essere inserito sul documento di vendita.
Il flusso sarà strutturato in questo modo (in rosso le modifiche dal processo iniziale):

continua la lettura con l’articolo successivo per la guida pratica.

Come affrontare l’ingresso di un nuovo gestionale in azienda?

In questo articolo si vogliono dare alcune indicazioni per non andare incontro a brutte sorprese o, addirittura, rischiare di far fallire il progetto.
Un progetto informatico gestionale, come già accennato più volte, richiede una grossa disponibilità di risorse. Sono progetti di lunga durata e, molto presumibilmente, potrebbero subire variazioni in futuro.
Una buona analisi e pianificazione iniziale potrebbe ridurre di molto il rischio di fallimento.
Una prima regola da tenere in considerazione è che un progetto informatico gestionale non è composto soltanto dalla componente tecnica informatica. Un nuovo sistema informativo aziendale prevede anche una buona dose di pianificazione e riprogettazione dei processi operativi, direzionali e talvolta strategici aziendali.
Questo vuol dire che tutto il personale interno all’azienda (con le loro competenze e background culturale) verrà coinvolto all’interno del progetto. E’ indispensabile quindi prevedere da subito sessioni di formazione, laddove ce ne sia necessità, per migliorare l’utilizzo dei sistemi informatici soprattutto nei reparti operativi.
Senza un “buon utilizzo” dei sistemi informatici nei processi operativi si produrrebbe una perdita di informazioni che comprometterebbero la qualità del dato anche ai livelli alti della gerarchia aziendale. Il risultato più comune è che i responsabili aziendali non si fidano più delle informazioni che gli arrivano dai reparti produttivi e ricercano il “dato” nella solita maniera tradizionale alla quale sono più abituati (verbalmente o attraverso informazioni cartacee) .
Sotto questo punto di vista l’azienda potrebbe aver investito molti soldi per un buon sistema informatico ma, di fatto, non riesce a sfruttarne i benefici per problemi interni (come quello descritto sopra) che non sono stati presi in considerazione.
Ecco i principali punti da prendere in considerazione prima di affrontare un processo di migrazione ad un nuovo sistema informatico:
  1. Analisi AS-IS aziendale: situazione attuale aziendale ed individuazione dei principali processi critici di business al fine di ottimizzarli
  2. Analisi TO-BE: analisi effettuata dopo le ipotesi di reingegnerizzazione e di “ristrutturazione” aziendale
  3. Scelta di un buon prodotto informatico che rispetti i canoni di scalabilità ed estendibilità e sia facilmente configurabile a livello utente
  4. Scelta di un buon partner che accompagni l’azienda lungo tutto il suo processo d’informatizzazione
  5. Pianificare sessioni di formazione e di test