Il cloud approda nel mondo dell’istruzione

La rivoluzione digitale nelle scuole italiane

“Il sogno dei vostri clienti è una vita migliore e più felice. Non muovere prodotti, arricchisci le loro vite”. – Steve Jobs

 

Gli ultimi anni sono stati segnati da una rivoluzione tecnologica contraddistinta da una velocità di sviluppo senza pari, qualsiasi settore economico è stato infatti invaso dallo nuove soluzioni informatiche e tecnologiche. Vuoi perché le ricerche in ambito ICT sono divenute necessarie per stare al passo con gli altri paesi del mondo o semplicemente perché l’innovazione si è confermata essere l’elemento stabile del successo economico.

Questa rivoluzione tecnologica ha visto come protagonista il mondo del cloud, il quale ha mutato radicalmente i metodi lavorati delle aziende del nostro paese: dai software ERP a quelli destinati alla fidelizzazione le aziende post moderne si sono trovate a poter scegliere tra infinite versioni di applicativi cloud che permettessero di migliorare il proprio management.

L’innovazione che ha coinvolto le realtà aziendali ha visto una graduale espansione anche verso il mondo dell’istruzione; gli ultimi anni hanno segnato di fatto uno sviluppo crescente di software gestionali dedicati al settore scolastico.

 

gestionale
www.google.it

 

Le soluzioni cloud destinate alle scuole sono in grado di automatizzare la coordinazione delle attività svolte quotidianamene dagli operatori dei diversi enti:

  • Registro dell’anagrafica studenti;
  • Registro del numero delle classi;
  • Registro dei dati sugli insegnanti;
  • Generazione automatico delle ricevute del ciclo contabile;
  • Controllo quotidiano del giro bus;
  • Personalizzazione e integrazione degli avvisi ai genitori e studenti tramite SMS.

Naturalmente il percorso di completamento dell’adozione di queste soluzioni da parte delle istituzioni italiane è ancora in corso, molte sono le scuole che non utilizzano software gestionali per controllare e automatizzare le operazioni svolte ogni giorno.

 

gestionale
www.google.it

 

C’è da considerare poi il discorso normativo, il quale ha imposto già dal 2012 l’utilizzo di queste applicazioni agli istituti scolastici. Per un’idea maggiormente chiara ci rifacciamo ad una indagine, non proprio recente, promossa da Kion (Cineca) condotta su 200 presidi, il 45% degli intervistati ha dichiarato di non aver ancora tra le mani alcuna soluzione per il registro digitale. Di questi, il 72% cercherà un software sul mercato, mentre il 20% non ha le idee chiare. C’è poi un l’8% convinto di poter rinviare la decisione nel tempo grazie a una proroga di legge. Insomma, ognuno dei quasi 28mila istituti statali (dalle primarie in su) dovrebbe adeguarsi con le proprie forze.

Articolo tratto da www.pmicloud.it

Software OpenSource a Milano

Il 12 marzo del 2013, presso il comune di Milano, è stata approvata la mozione (presentata dal M5S) per l’acquisizione del software openSource all’interno degli uffici comunali.

Il testo della mozione è visualizzabile attraverso il seguente link http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2013/03/open-source-al-comune-di-milano-approvata-mozione-m5s.html.

In linea di principio, sono favorevole al software OpenSource all’interno della pubblica amministrazione.  I vantaggi, sopratutto economici, li abbiamo elencati più volte su questo blog.

Analizzando a fondo il documento di mozione bisognerebbe far chiarezza sopratutto su alcuni aspetti del punto 5:

5. il Software Open Source offre indiscussi vantaggi che le Pubbliche Amministrazioni possono trarre dalla sua adozione, come: accesso al codice sorgente garantendo il pieno controllo sulle operazioni svolte dal software; indipendenza dal fornitore; la possibilità di sviluppare autonomamente nuove funzionalità del software; i minori costi di licenza; la possibilità di utilizzare sempre l’ultima versione del prodotto software; la possibilità di riuso di applicazioni sviluppate da altre Pubbliche Amministrazioni; la comprovata qualità delle applicazioni Open Source; l’uso di formati standard aperti, universalmente riconosciuti e stabili nel tempo; pieno rispetto dei Dlgs e delle direttive nazionali.

L’indipendenza dal fornitore ed i minori costi di licenza sono fuori discussione. Anche in questo blog si è parlato dei vantaggi che offre l’OpenSource. (vedi http://www.informaticagestionale.it/index.php/2012/06/le-piccole-e-medie-imprese-ed-i-sistemi-informativi-possibile-soluzione-in-tempo-di-crisi/)

I punti che hanno bisogno di un’analisi più approfondita riguardano invece: la possibilità di sviluppare nuove funzionalità del software e la possibilità di utilizzare sempre l’ultima versione del prodotto.

Questi due punti possono essere tra loro contrapposti:

  • Per una customizzazione può essere necessario una modifica sostanziale al codice sorgente di un software. Questa modifica, in qualche caso, escluderebbe la possibilità di essere sempre aggiornati con l’ultima versione del sistema. Ad esempio, se per la modifica è necessario un intervento nel “motore” dell’applicazione, difficilmente l’applicazione sarà compatibile con le nuove versioni. Infatti, le comunità di sviluppo OpenSource rilasciano le nuove versioni sulla base del codice sorgente preesistente ignorando le modifiche effettuate nella pubblica amministrazione. Questo problema potrebbe essere evitato se l’amministrazione pubblica entrerebbe a far parte della community di sviluppo (ad esempio come utente di sistema). In questo modo tutte le modifiche fatte per la PA vengono rese disponibili per tutta la comunità ed il passaggio ad altre amministrazioni pubbliche verrebbe quasi automatico.
  • E’ necessario prevedere che ogni modifica fatta al software debba essere accompagnata da dettagliata documentazione tecnica. Questo eviterebbe il monopolio da parte di fornitori o personale specializzato che eseguono le modifiche e rendono incomprensibile il codice per essere gli unici a poter metterci le mani in futuro.
  • Le modifiche dovranno essere eseguite secondo criteri di sviluppo definite dalla comunità di sviluppo in modo da rendere il software di qualità e sempre compatibile con le future versioni.
  • Non tutto il software OpenSource è uguale. Ci sono software OpenSource già consolidati che possono essere adottati sin da subito (penso ad alcune versioni del sistema Linux), altri, che per essere adottati, richiedono maggiore attenzione; ad esempio i vari gestionali o alcuni software per la creazione di report. Questi saranno sistemi che, statisticamente, subiranno maggiori modifiche. In questo blog abbiamo spiegato anche con quali caratteristiche scegliere un software opensource: la dimensione della community di sviluppo (più è grossa e più il software sarà manutenuto e verticalizzato su vari settori), le frequenza degli aggiornamenti, il numero di utilizzatori finali, le impressioni sul software, le tecnologie di sviluppo…

In generale comunque,

E’ un bene che oggi le amministrazioni comunali discutano sull’adozione o meno del software OpenSource. Tutto ciò non farà che migliorare la qualità dei servizi IT nelle PA.

INSTALLAZIONE ADEMPIERE 360 ALL OPENSOURCE: UBUNTU + POSTGRESQL + OPENJDK 6

Prima di iniziare l’installazione di Adempiere è necessario avviare l’installazione del database (PostgreSQL) e di OpenJdk 6.
Questa procedura vale anche con le versioni successive di Adempiere.

Installazione PostgreSQL
digitare su terminale la seguente istruzione
sudo apt-get install postgresql

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Le piccole e medie imprese ed i sistemi informativi: possibile soluzione in tempo di crisi

Nelle piccole e medie imprese i sistemi informativi possono diventare o sono già diventati un serio “problema”:

  • i sistemi esistenti sono poco flessibili e non si adeguano ai cambiamenti dei mercati nei quali le aziende si trovano ad operare.

 

  • le necessarie modifiche ai sistemi comportano molto tempo ed alti costi; la modifica, inoltre, può causare ulteriori problemi non preventivati in fase di progettazione. Modificare un software nato per fare solo una cosa può comportare seri rischi di stabilità e di sicurezza.

 

  • i fornitori dei sistemi informatici, in molti casi, conoscono poco la realtà aziendale e propongono soluzioni che, una volte attuate, non risolvono del tutto le esigenze delle aziende.

 

  • il “software” in molti casi è obsoleto. Questo è un problema perchè le architetture di una volta non erano studiate per integrare “velocemente”, a bassi costi e con il minimo intervento al codice, nuove funzionalità. Occorre quindi un aggiornamento dell’infrastruttura. Purtroppo per i software obsoleti non è facile parlare di aggiornamento. Non è come l’hardware dove, ad esempio, puoi aggiornare la RAM a seconda delle reali necessità. Un software obsoleto è stato “costruito” con vecchie tecnologie. L’aggiornamento alle nuove tecnologie è un’operazione abbastanza delicata ed i fornitori utilizzano diversi metodi di aggiornamento (in base a quanto hanno intenzione di investire): l’aggiornamento più veloce è di implementare ulteriore codice sul sistema preesistente in modo da adeguare il software alle tecnologie di ultima generazione. In questo modo, però, si rischia di avere un sistema instabile e poco affidabile. La soluzione più corretta sarebbe quella di riprogettare e reimplementare lo stesso sistema con le nuove architetture e tecnologie. Questa soluzione è però molto costosa e sono poche le aziende che possono permetterselo. Bisogna quindi fare attenzione quando si acquisisce un software solo perchè opera su quel mercato da decenni. Proprio per questo motivo il software potrebbe essere obsoleto e tutte le necessarie personalizzazioni potrebbero costarvi parecchio.

 

  • il personale informatico aziendale che gestisce l’infrastruttura, in molti casi, o non esiste o non ha le competenze adeguate per intervenire sui sistemi e per guidare (o anche scegliere) i fornitori. Il rischio è di portare in casa sistemi informatici che non “funzionano” per la propria azienda. Si dovrà, in un secondo momento, far fronte ad altri costi di manutenzione per essere adeguato alla realtà aziendale, si attivano nuovi sottoprogetti per integrare il sistema con nuove funzionalità…in poche parole la gestione del sistema informatico diventerà molto costosa e poco efficiente nel supporto all’azienda.

Se, prima della crisi, un imprenditore era disposto ad accettare tutte queste inefficienze pur di delegare il “problema” a terzi, “collaboratori e non”. Adesso che i finanziamenti scarseggiano inizia, quantomeno, a rendere più efficienti gli investimenti.

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Asterisk, Voip Open Source

Dopo oltre dieci anni dalla sua nascita, Il software open source di Mark Spencer continua la sua crescita e si conferma come leader nel settore della telefonia “over IP”.

Che cosa fa

Asterisk è innanzi tutto un centralino telefonico basato su tecnologia Voice over Internet Protocol. Il suo ruolo principale è quindi quello di commutare le telefonate secondo diverse modalità.

E’ stato sviluppato con l’obiettivo principale di gestire chiamate VoIP, ma consente di interfacciarsi anche alle più comuni interfacce telefoniche tradizionali (ISDN, analogiche).

come si installa

Installare Asterisk è molto semplice.

Esistono diversi prodotti che permettono l’installazione di Asterisk insieme ad una suite di applicazioni che consentono di realizzare un centralino telefonico completo con strumenti che ne facilitano la gestione.

Uno dei più conosciuti è Trixbox.

fattori di successo

Gli elementi che hanno caratterizzato il successo di Asterisk sono le performance di switching della voce offerte dall’applicazione e la flessibilità garantita da una soluzione completamente Open-source.

Scenari d’uso

Per capire se Asterisk può fare al caso vostro si riportano di seguito alcuni possibili scenari realizzabili con questo straordinario strumento.

Full IP

Il seguente scenario non richiede nessun hardware aggiuntivo.

E’ sufficiente installare la suite asterisk su un PC e collegare lo stesso ad internet.

Sarà possibile collegare il centralino telefonico alla PSTN utilizzando un provider VoIP.

I provider VoIP infatti consentono la commutazione delle chiamate telefoniche tradizionali (che viaggiano quasi interamente tramite protocolli TDM) verso il mondo internet.

Per potersi collegare ad un provider VoIP è sufficiente registrarsi al servizio e seguire le istruzioni pubblicate dal fornitore.

In seguito alla registrazione il provider fornirà i parametri per la configurazione di un “Trunk SIP”, ovvero un collegamento telefonico VoIP tra il vostro centralino ed il provider.

Tra i parametri di configurazione ci sarà anche un numero di telefono, che sarà il numero da cui sarà possibile ricevere le chiamate.

Si riporta di seguito il collegamento ad un noto provider VoIP.

http://www.euteliavoip.com/index.php?lang=en

architettura soluzione Full IP
architettura soluzione Full IP

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