ChatBOT per attività commerciali e pubblica amministrazione

I ChatBot si stanno affermando sempre di più come tecnologia innovativa per il grande pubblico e per le imprese. Si tratta di contatti di una normalissima chat con l’unica differenza che dietro questi contatti non c’è un essere umano ma un robot.

Quindi tecnologie come intelligenza artificiale, automatismo, internet of things, bigdata attraverso le ChatBot trovano un nuovo campo di applicazione.

InternetOfThings.com ha sviluppato un’infrastruttura che offre ai propri utenti la possibilità di creazione di una ChatBot per la navigazione al proprio sito. Oltre alla ChatBot offre anche una semplice statistica su chi e su quali contenuti ha visitato il bot.

Permette anche la modifica in tempo reale dei bottoni di navigazione sulla ChatBot.

Ecco alcuni esempi di ChatBot Telegram

 

InterOfThingsBOT: ChatBot di InterOfThings con tanti progetti ed esempi innovativi

HistoricalBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse storici vicini la tua posizione. Si può scegliere tra periodo antico, moderno, contemporaneo, medioevo

CheckTheWorldBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse vicini la tua posizione e prelevati da wikipedia

Per altre informazioni:

 

CONTACTS

Gesto PA: Tracciabilità e trasparenza degli ordini integrato con Ugov e GGAP

Come è possibile tenere traccia in modo dettagliato e semplice di tutti gli ordini effettuati?

Gesto PA, con il modulo «gestione ordini», dà la possibilità di gestire e tener traccia, di tutti gli ordini “esterni” ai fornitori e quelli “interni” dei dipendenti.

La gestione degli ordini oltre a permettere la raccolta automatizzata delle richieste dei dipendenti, è fondamentale sia per il controllo dei prodotti a magazzino, sia per la verifica delle spese.

 

In cosa consiste l’integrazione di GestoPA con U-Gov di Cineca?

 Il modulo «gestione ordini»  è integrato con U-GOV di Cineca, e permette di :

  • leggere i dati relativi a:
    • le anagrafiche dei fornitori (in tutti i moduli ovunque presenti);
    • in base al “tipo attività” i vari “tipi operazione iva” possibili;
    • i dati relativi agli ordini a fornitore trasferiti, e quindi:
      • ID DG;
      • Stato DG;
      • Importi dell’ordine;
    • inserire in automatico gli ordini a fornitore in bozza in Ugov completo di numero ordine e le note dell’ordine GestoPA.
    • evidenziare se vi è discordanza tra gli importi dell’ordine in GestoPA e Ugov (segno che è stato modificato qualcosa in UGov)
    • avere in Gesto il numero di DG di UGov relativo all’ordine
    • tenere traccia di tutto quanto successo nel “colloquio” con Ugov.

 

E per quanto riguarda gli adempimenti relativi alla trasparenza?

Come con Ugov, Gesto PA è integrato con la piattaforma GGAP, valido strumento per gli adempimenti normativi in termini di trasmissione, anticorruzione e trasparenza.

L’integrazione attualmente ha le seguenti caratteristiche:

  • fornisce a GGAP i dati relativi agli ordini a fornitore già effettuati;
  • fornisce a GGAP i dati relativi agli ordini a fornitore da effettuare attraverso gara;
  • riceve da GGAP i dati relativi a CIG E CUP assegnati per i nuovi ordini a fornitore.

 

Per ulteriori informazioni consultate il nostro sito http://gestopa.it/ oppure contattateci al n° 041-987779.

Software OpenSource a Milano

Il 12 marzo del 2013, presso il comune di Milano, è stata approvata la mozione (presentata dal M5S) per l’acquisizione del software openSource all’interno degli uffici comunali.

Il testo della mozione è visualizzabile attraverso il seguente link http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2013/03/open-source-al-comune-di-milano-approvata-mozione-m5s.html.

In linea di principio, sono favorevole al software OpenSource all’interno della pubblica amministrazione.  I vantaggi, sopratutto economici, li abbiamo elencati più volte su questo blog.

Analizzando a fondo il documento di mozione bisognerebbe far chiarezza sopratutto su alcuni aspetti del punto 5:

5. il Software Open Source offre indiscussi vantaggi che le Pubbliche Amministrazioni possono trarre dalla sua adozione, come: accesso al codice sorgente garantendo il pieno controllo sulle operazioni svolte dal software; indipendenza dal fornitore; la possibilità di sviluppare autonomamente nuove funzionalità del software; i minori costi di licenza; la possibilità di utilizzare sempre l’ultima versione del prodotto software; la possibilità di riuso di applicazioni sviluppate da altre Pubbliche Amministrazioni; la comprovata qualità delle applicazioni Open Source; l’uso di formati standard aperti, universalmente riconosciuti e stabili nel tempo; pieno rispetto dei Dlgs e delle direttive nazionali.

L’indipendenza dal fornitore ed i minori costi di licenza sono fuori discussione. Anche in questo blog si è parlato dei vantaggi che offre l’OpenSource. (vedi http://www.informaticagestionale.it/index.php/2012/06/le-piccole-e-medie-imprese-ed-i-sistemi-informativi-possibile-soluzione-in-tempo-di-crisi/)

I punti che hanno bisogno di un’analisi più approfondita riguardano invece: la possibilità di sviluppare nuove funzionalità del software e la possibilità di utilizzare sempre l’ultima versione del prodotto.

Questi due punti possono essere tra loro contrapposti:

  • Per una customizzazione può essere necessario una modifica sostanziale al codice sorgente di un software. Questa modifica, in qualche caso, escluderebbe la possibilità di essere sempre aggiornati con l’ultima versione del sistema. Ad esempio, se per la modifica è necessario un intervento nel “motore” dell’applicazione, difficilmente l’applicazione sarà compatibile con le nuove versioni. Infatti, le comunità di sviluppo OpenSource rilasciano le nuove versioni sulla base del codice sorgente preesistente ignorando le modifiche effettuate nella pubblica amministrazione. Questo problema potrebbe essere evitato se l’amministrazione pubblica entrerebbe a far parte della community di sviluppo (ad esempio come utente di sistema). In questo modo tutte le modifiche fatte per la PA vengono rese disponibili per tutta la comunità ed il passaggio ad altre amministrazioni pubbliche verrebbe quasi automatico.
  • E’ necessario prevedere che ogni modifica fatta al software debba essere accompagnata da dettagliata documentazione tecnica. Questo eviterebbe il monopolio da parte di fornitori o personale specializzato che eseguono le modifiche e rendono incomprensibile il codice per essere gli unici a poter metterci le mani in futuro.
  • Le modifiche dovranno essere eseguite secondo criteri di sviluppo definite dalla comunità di sviluppo in modo da rendere il software di qualità e sempre compatibile con le future versioni.
  • Non tutto il software OpenSource è uguale. Ci sono software OpenSource già consolidati che possono essere adottati sin da subito (penso ad alcune versioni del sistema Linux), altri, che per essere adottati, richiedono maggiore attenzione; ad esempio i vari gestionali o alcuni software per la creazione di report. Questi saranno sistemi che, statisticamente, subiranno maggiori modifiche. In questo blog abbiamo spiegato anche con quali caratteristiche scegliere un software opensource: la dimensione della community di sviluppo (più è grossa e più il software sarà manutenuto e verticalizzato su vari settori), le frequenza degli aggiornamenti, il numero di utilizzatori finali, le impressioni sul software, le tecnologie di sviluppo…

In generale comunque,

E’ un bene che oggi le amministrazioni comunali discutano sull’adozione o meno del software OpenSource. Tutto ciò non farà che migliorare la qualità dei servizi IT nelle PA.