Il responsabile del sistema informatico aziendale

Come avevamo scritto almeno 7 anni fa su questo blog  la figura del responsabile informatico ad oggi risulta ancora più importante proprio per gli stessi motivi di cui parlavamo tempo fa.

In tutti questi anni di esperienza l’informatica ha subito enormi cambiamenti: soluzioni più o meno innovative, mode passeggere, il boom dei dispositivi mobili…

quello che però, secondo me, ha inciso più di tutto sull’innovazione tecnologica informatica è stata la facilità con cui le applicazioni interagiscono con il mondo esterno (sia in termini di condivisione dei dati che in termini di interazione con altri servizi applicativi) e la semplicità di utilizzo delle applicazioni (tanto che è l’applicazione stessa a suggerirti come fare cosa in pochissimi click).

L’informatica si è messa a disposizione del grande pubblico migliorando principalmente ciò che riguarda la user experience, ovvero, l’interfaccia utente.

Tutto questo va a scapito della necessità di privacy e spesso e volentieri troviamo aziende che, pur di mantenere la comodità applicativa, è disposta a cedere anche alle proprie informazioni aziendali.

In questo scenario la figura del responsabile informatico è ancora più importante rispetto a qualche anno fa. Infatti, se le applicazioni oggi aprono grandi scenari, è anche vero che tutto ciò che si vede non è altro che la punta di un’iceberg di architetture applicative molto articolate.

E’ necessario quindi puntare a software di nuova generazione (che abbiano quindi infrastrutture capaci di aprirsi all’esterno sia nei contenuti che nelle funzionalità, ad esempio integrando plugin) e puntare sulle customizzazioni che rendano il software flessibile a qualsiasi esigenza dovesse presentarsi. Le customizzazioni per essere implementate in tempi brevi devono essere affidate a colui che conosce la realtà aziendale, ovvero, il responsabile aziendale.

Le aziende che puntano su un buon consulente informatico e su software di ultima generazione riescono a gestire in tempi brevi qualsiasi esigenza aziendale. In questo modo riescono ad essere molto più reattive e più competitive dei concorrenti sul mercato.

Problemi con i fornitori del gestionale aziendale

Se state leggendo questo articolo vuol dire che state avendo grossi problemi con i vostri fornitori dei sistemi informatici aziendali.

Su questo blog sono state ripetute più volte le ragioni per cui bisogna essere sicuri non solo del sistema informatico ma anche del fornitore a cui affidarsi. Questa scelta potrebbe rilevarsi cruciale anche per la buona riuscita del progetto.

Più un’azienda lavora in un mercato altamente flessibile e più la scelta del software e del fornitore deve essere fatta in maniera altamente professionale e specializzata.

Introdurre un ERP in azienda non è mai una soluzione semplice. Se il progetto è gestito bene allora tutto il business ne trarrà un grosso vantaggio. Se, invece, è gestito male allora i costi “indiretti” potrebbero aumentare esponenzialmente.

Ma quali sono le problematiche più comuni quando si parte con un progetto ERP.

Ci sono problematiche endogene cioè che dipendono dalla struttura organizzativa, dal grado di informatizzazione del personale e così via… e problematiche esogene che dipendono da fattori esterni tra cui anche i rapporti con i fornitori.

In questo articolo ci concentriamo sui rapporti con i fornitori e come possa incidere sulla buona gestione di un ERP aziendale. Al di là della definizione degli aspetti contrattuali (su cui l’azienda dovrebbe farsi seguire più da un legale che da un tecnico) che stabiliscono i prezzi, la manutenzione, le date del go-live e così via è necessario anzitutto trovare fornitori che ispirino fiducia su lungo periodo.

Aziende ben strutturate e con un buon modello di business in grado di lavorare in maniera agevole in un mercato in continua evoluzione e cambiamenti.

Purtroppo, buona parte dei fornitori di sistemi ERP, utilizzano ancora schemi che andavano bene qualche decennio fa ma che oggi sono completamente inadatti. Ad esempio, se i fornitori lavorano con prodotti ERP poco flessibili e poco adattabili a livello utente, è facile immaginarsi che si trovano in un periodo di grosse difficoltà sia per i rapporti con i propri clienti che per l’aspetto economico finanziario. Infatti, oggi il mercato richiede continue evoluzioni al sistema informatico. Se il sistema è predisposto per essere facilmente adattato alle nuove esigenze allora nessun problema (a volte potrebbe modificarlo direttamente il cliente) se il sistema è poco flessibile (come la maggior parte dei sistemi ERP) allora i fornitori sono continuamente chiamati a nuovi e costosi sviluppi. In alcuni casi gli sviluppi possono anche essere fatturati al cliente (previa trattativa), in altri invece, devono essere per forza gestiti extra fattura.

Faccio un esempio, se il fornitore è partner  di un prodotto ERP che ha da poco aggiornato la release, è certo che dovrà aggiornare la versione anche per i suoi clienti. Ciò comporta test e sviluppi per ogni personalizzazione fatta per ogni cliente e queste modifiche, non potendo essere fatturate, sono soltanto costi extra per il fornitore.

A questo punto pare chiaro che un fornitore in grado di rimanere bene sul mercato è colui che utilizza anzitutto un software facilmente customizzabile a livello utente e poi che le varie personalizzazioni fatte ai clienti siano sviluppate in modo che qualsiasi aggiornamento futuro non implichi problematiche che dovranno essere gestiti con nuovi sviluppi extra.

Per questo motivo, se un’azienda non ha esperienza di sistemi informatici, sarebbe bene che si facesse seguire da un consulente esperto prima di adottare qualsiasi sistema ERP.

Se vuoi saperne di più non esitare a contattarci.

Una nuvola per fidelizzare i clienti

Cloud & Fidelizzazione un matrimonio destinato a durare nel tempo

“Esiste solo un capo supremo: il cliente. Il cliente può licenziare tutti nell’azienda, dal presidente in giù, semplicemente spendendo i suoi soldi da un’altra parte” – Sam Walton

 

Eccovi la definizione del termine fedeltà: La fedeltà è una virtù, un impegno morale, con la quale una persona o una collettività di persone si vincolano affinché un legame o un obbligo verso un’altra persona o collettività di persone sia valido e mutuo.

Ma la fedeltà intesa come fidelizzazione nel rapporto tra azienda e cliente quante sfumature può avere? E’ il cliente a dover essere fedele all’azienda o è l’azienda che al contrario deve dimostrarsi fedele verso i propri clienti?

Naturalmente a quale organizzazione non piacerebbe avere a disposizione clienti che fossero fedeli senza dover affrontare troppi sforzi?

Le più conosciute teorie di marketing e aziendali recitano che per creare e mantenere un parco clienti fidelizzato le organizzazioni debbano investire quanto più tempo e denaro a loro disposizione. Di certo non sbagliano se ragioniamo sul fatto che i clienti sono la forza vitale di qualsiasi azienda, ma in un momento di difficoltà economiche come quello attraversato ora dalla nostra società come possono le compagnie destinare gran parte delle loro risorse alle strategie di fidelizzazione? Ovviamente per compagnie qui si intende la rete di piccole e medie imprese (PMI) del panorama nazionale e non.

 

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Queste aziende potrebbero far ricorso a seminari, formazioni o regole che il mondo del business offre loro riguardo le strategie adatte a generare la giusta fidelizzazione dei clienti; dal canto mio tutte le teorie del mondo non si riveleranno efficaci se non saranno supportate da azioni quantomeno in grado di produrre i risultati attesi.

Ora vi starete chiedendo quale sia lo strumento in grado di trasformare le suddette teorie in azioni concrete ed efficaci; La risposta è il Cloud. La fantomatica nuvola capace di interconnettere miliardi di dati e utenti dislocati in tutto il mondo.

A descriverlo così sembra si tratti di qualche cosa fantascientifica, invece il Cloud è la reale soluzione che le aziende del nuovo millennio hanno a disposizione per incrementare la loro efficienza ottimizzando le risorse da investire.

La nuvola in questione racchiude potenzialità e funzionalità studiate per snellire la gestione dei processi aziendali tutti, aiutando le organizzazioni ad ottenere risultati migliori minimizzando denaro e tempo.

 

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Per quel che concerne la fidelizzazione nello specifico il cloud offre alle aziende la possibilità di poter gestire campagne promozionali, registrare le attività svolte dai clienti, generare le fidelity card e controllare quotidianamente gli acquisti eseguiti dai clienti senza dover ricorrerre alla noiosa burocrazia cartacea. Il tutto viene automaticamente registrato sulla nuvola attraverso sistemi SaaS (Software as a Service), senza installazioni e configurazioni ma semplicemente utilizzando una rete internet.

Per quanto detto sopra spero conveniate con me nell’affermare che la vera rivoluzione del web e delle innovazioni in ambito aziendale dopo “there’s an app for that” è il Cloud!

Articolo tratto da www.pmicloud.it

ERP SaaS sinonimo di Best Practices

ERP SaaS integrazione e base di dati

 

“Il successo di un’azienda si esprime nella ricerca di una integrazione profonda ed efficiente delle attività svolte dalle diverse unità organizzative verso il miglioramento globale dell’offerta dei prodotti e dei servizi al cliente /utente. La capacità di raggiungere e sostenere nel tempo il successo richiede, pertanto, il miglioramento continuo di tutte le attività e di tutti i processi gestionali e non soltanto delle componenti materiali e tangibili del servizio che viene proposto al cliene [Brimson e Antos, 1994: 7](T.d.A.).”

 

L’intangibile supera il valore del tangibile anche nell’anima delle aziende e non solo in quella umana? Stando alle ultime correnti di pensiero riguardo il mercato post moderno penso si possa affermare di si; d’altronde non si è sempre detto che la ricchezza delle organizzazioni è la soddisfazione dei propri clienti? Bene, la soddisfazione è innanzitutto una sensazione, intangibile.

A dispetto di quanti immaginano le aziende come colossi privi di pensiero vogliamo dimostrare che le menti di queste organizzazioni si adoperano ogni giorno per far si che l’intangibile venga percepito dai consumatori come valore duraturo nel tempo. Lavoro faticoso per le aziende, molto più semplice sarebbe affidarsi a processi produttivi automatizzati e realizzare prodotti in serie senza sforzi personali, non credete anche voi?

Ebbene, per le piccole e medie imprese italiane è difficile riuscire a lavorare in questo modo; la loro cultura impone come prima regola di adottare modelli lavorativi che tirino fuori il meglio sia dal lato dell’intangibile che del tangibile.

Per loro fortuna possono contare sugli strumenti tecnologici del nuovo millennio messi a loro disposizione dallo sviluppo dell’ICT, i quali sembrano essere sempre più numerosi ed efficienti verso la generazione di valori intangibili.

Naturalmente per generare questa ricchezza c’è innanzitutto bisogno di un corretto funzionamento interno delle organizzazioni, che permetta loro di lavorare secondo una perfetta cooperazione delle azioni atte al raggiungimento degli obiettivi.

In questo senso il sistema ERP SaaS sembra essere l’elemento legante le esigenze delle aziende italiane nel panorama non proprio idilliaco del mercato odierno. L’ERP SaaS come sistema informativo integrato con un’unica base di dati, che ha come obiettivo quello di coordinare e gestire tutte le attività aziendali, rendendo l’informazione disponibilie a tutti i livello dell’organizzazione.

 

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Il concetto alla base dell’utilizzo di un software ERP è semplice ed intuitivo: minimizzare gli errori dovuti alla perdita delle informazioni durante il passaggio delle stesse tra le diverse funzioni aziendali. Da sempre infatti le informazioni sono alla base dei vantaggi competitivi delle aziende, e con questo si spiega perché sempre più organizzazioni abbiano deciso di passare ad un sistema ERP SaaS nella gestione dei dati necessari al corretto svolgimento del loro lavoro quotidiano.

Per comprendere a pieno la forza di un sistema ERP definiamo meglio la sua identità:

  • Sistema di integrazione: la gestione dei processi aziendale quale integrazione delle diverse funzioni necessarie per il funzionamento degli stessi processi, integrazione del flusso informativo e incremento della circolazione delle informazioni.
  • Unica base di dati: il contenitore delle informazioni è unico per tutte le funzioni aziendali e per questo i dati vengono inseriti solo una volta evitando errori di imputazione e, evitando ancora, operazioni di allineamento tra differenti database.
  • Omogeneità delle informazioni: tutti i livelli aziendali hanno a disposizione qualsiasi informazione (omogenea nella sua espressione) necessaria per gestire al meglio il proprio lavoro.

 

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Da non sottovalutare poi le caratteristiche di scalabità e la presenza delle Best Practices che contraddistinguono i software ERP. Scalabilità perché i sistemi di questo tipo possono essere integrati con moduli dedicati in base alle esigenze aziendali, mentre best practices in riferimento ai modelli di lavoro ottimale che i software ERP suggeriscono all’organizzazione, grazie all’esperienza acquisita nel tempo verso differenti modelli lavorativi aziendali.

Avvalendosi di queste funzionalità le piccole e medie aziende italiane potranno quindi incrementare la propria efficienza e dedicare il risparmio di risorse quali tempo e denaro verso una maggiore trasmissione dei valori intangibili tanto importanti per i propri consumatori.

Articolo tratto da www.pmicloud.it

Tessere fedeltà e SaaS binomio vincente

Il codice a barre tiene in pugno il cliente

 

Oggi proponiamo una gioco a voi lettori: aprite il vostro portafoglio o il vostro cassetto domestico, sfido chiunque a tirar fuori almeno una fidelity card, magari dimenticata, scaduta, o magari utilizzata una sola volta. Se come credo sono venute fuori almeno un paio di tessere a testa allora le strategie del marketing hanno di nuovo colpito il bersaglio nel centro. E come dargli torto? Le card sono oramai uno degli strumenti più utilizzati per guadagnarsi la fidelizzazione del cliente.

Forse ignorate il fatto che circa l’80% degli utenti finali possiede almeno una tessera fedeltà e che di conseguenza un numero sempre più crescente di consumatori condivide il pensiero che le promozioni influenzano le loro scelte d’acquisto o ancora che gli sconti e le promozioni aumentano le transazioni e il ripetersi degli acquisti da parte dei clienti. Dall’altra parte gli sconti e le promozioni sono utili alle aziende per smaltire i prodotti in stock rimasti in magazzino e ancor prima sono uno strumento che fa percepire affezione ai propri consumatori ed aiuta quindi a generare una base di clientela fidelizzata.

 

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E’ invece chiaro a tutti che nel mercato moderno la fedeltà del consumatore è un fattore chiave per determinare il vantaggio competitivo di un’azienda. Ciò che probabilmente è meno evidente è la serie di vantaggi che l’uso delle fidelity card apportano alle aziende in quanto strumento atto a migliorare il servizio offerto ai clienti, mentre in termini puramente di marketing le card offrono la possibilità di creare delle tribù di consumatori su cui costruire delle azioni promozionali personalizzate.

Troppo spesso però riscontriamo che l’unico beneficio che viene associato all’esistenza delle carte fedeltà sia la possibilità di effettuare pagamenti rateali da parte dei consumatori così da non evidenziare risultati effettivi verso la fidelizzazione della clientela. Questo perché non ricordiamo che ogni tessera si trasforma in un registro virtuale di dati sul cliente, dall’anagrafica alle preferenze sui prodotti sino alle abitudini d’acquisto quotidiane.

In questo senso le nuove tecnologie offrono una concreta opportunità di integrazione e di ampliamento per permettere la generazione di un vero business affiancato alle altre operazioni di marketing dando la possibilità di un ulteriore sviluppo commerciale tramite il cloud.

Si pensi alle realtà commerciali medio piccole dove ogni singolo cliente rappresenta una risorsa importantissima per il proprio business, quanto queste organizzazioni potrebbero beneficiare dalle potenzialità del cloud unite alle leve del marketing?  La conoscenza del cliente qui diviene elemento distintivo per la competitività nel mercato e quale strumento migliore della semplice fidelity card per attuarla?

Si pensi poi alla possibilità di usufruire di un sistema SaaS che automatizzi i processi promozionali legati ad ogni tessera, registrando volta per volta le preferenze e le abitudini dei consumatori, le possibilità offerte alle aziende si triplicano ed il risparmio in termini di risorse economiche e temporali con loro.

 

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Di certo alla base di queste semplici parole c’è un piano di fidelizzazione studiato nei minimi particolari dalle aziende in questione, ma il cloud ed i servizi connessi ad esso possono realmente trasformare gli sforzi fatti in vantaggi competitivi concreti.
Siamo arrivati alla fine del nostro gioco e chissà se quella tessera che avevamo dimenticato nel cassetto ci tornerà utile proprio oggi andando a fare la spesa. Io ritengo di si.

Articolo tratto da www.pmicloud.it