ChatBOT per attività commerciali e pubblica amministrazione

I ChatBot si stanno affermando sempre di più come tecnologia innovativa per il grande pubblico e per le imprese. Si tratta di contatti di una normalissima chat con l’unica differenza che dietro questi contatti non c’è un essere umano ma un robot.

Quindi tecnologie come intelligenza artificiale, automatismo, internet of things, bigdata attraverso le ChatBot trovano un nuovo campo di applicazione.

InternetOfThings.com ha sviluppato un’infrastruttura che offre ai propri utenti la possibilità di creazione di una ChatBot per la navigazione al proprio sito. Oltre alla ChatBot offre anche una semplice statistica su chi e su quali contenuti ha visitato il bot.

Permette anche la modifica in tempo reale dei bottoni di navigazione sulla ChatBot.

Ecco alcuni esempi di ChatBot Telegram

 

InterOfThingsBOT: ChatBot di InterOfThings con tanti progetti ed esempi innovativi

HistoricalBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse storici vicini la tua posizione. Si può scegliere tra periodo antico, moderno, contemporaneo, medioevo

CheckTheWorldBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse vicini la tua posizione e prelevati da wikipedia

Per altre informazioni:

 

CONTACTS

FlowItems: come tenere traccia dei propri asset aziendali

FlowItems è una webapp che consente la tracciabilita e la condivisione di qualsiasi bene aziendale.

Funziona con un normalissimo smartphone ed attraverso qrcode o Tag NFC applicato su un particolare dispositivo è possibile:

  1. tenere traccia in ogni momento dello stato in cui si trova l’oggetto
  2. Fare un check in sull’oggetto in modo da prenderlo in carico
  3. Consultare i dettagli dell’oggetto
  4. Conoscere lo storico dell’oggetto

Per qualsiasi informazione consultare il sito web di riferimento:

www.interofthings.com

Quando vale la pena spostarsi su cloud pubblici?

Già da diverso tempo le aziende stanno valutando soluzioni cloud per ricoprire determinate esigenze aziendali.

Il cloud (nuvola), lo ricordiamo per chi ancora non lo sapesse, non è nient’altro che una modalità di erogazione dei servizi informatici in modalità on demand attraverso internet. Un banalissimo esempio cloud è il Cloud Storage, ovvero, una sorta di disco fisso al quale si può accedere come un normalissimo disco ma che in realtà si trova fisicamente sulla “nuvola”, cioè, internet.

Inutile ripetere quali sono i vantaggi principali nell’adozione di soluzioni in cloud pubblici, ne ricordiamo giusto alcuni:

  • il passaggio da costi fissi a costi variabili delle infrastrutture informatiche in alcuni casi può essere un enorme vantaggio a livello finanziario
  • manutenzione e aggiornamenti applicativi completamente trasparenti all’utente finale
  • gestione licenze vantaggiose: in molti casi è possibile attivare e disattivare le utenze con un semplice click senza dover rimettere in discussione fastidiosi contratti commerciali con i fornitori

la domanda che ci poniamo però è: Quando vale la pena spostarsi su cloud pubblici?

Ovvero, non sempre la soluzione Cloud, può risultare vantaggiosa per un’azienda. Bisogna conoscere molto bene quali sono le esigenze aziendali tenendo in considerazione che più i processi sono standardizzati e le funzionalità richieste sono semplici e ben definite allora più è semplice introdurre soluzioni cloud.

Ad esempio, è molto facile introdurre il cloud per soluzioni di posta elettronica, team working, istant messaging, document share, storage ecc…tutte queste applicazioni hanno infatti una specifica funzionalità e rispondono a determinate esigenze ben definite.

Per queste soluzioni, l’unica preoccupazione, potrebbero essere le politiche di protezione dei dati aziendali (dal momento che i dati aziendali sono conservati generalmente da altre società private).

Per soluzioni più complesse come i gestionali ERP, CRM, BI si dovrebbe fare prima una buona analisi AS-IS e TO-BE aziendale (in modo da standardizzare il più possibile i processi), dopo di che, si può pensare al cloud come modalità di fruizione dei servizi informatici.

Queste soluzioni, essendo multi-funzionalità, generalmente hanno bisogno di applicazioni flessibili. Il cloud, in alcuni casi, non riesce ad essere così flessibile o customizzabile come si richiede; pertanto, è indispensabile fare un’analisi accurata delle esigenze aziendale e valutare se le soluzioni cloud presenti sul mercato siano realmente adatte all’azienda nonostante tutti i vantaggi sopra elencati.

Software gestionali e Human Interaction

Tra le tante problematiche affrontate nella mia esperienza professionale ce n’è una che sta tornando di moda: come migliorare l’usabilità dei sistemi informatici gestionali.

 

La questione sta tornando di moda perchè chi commissiona un software gestionale è ormai attratto dall’estrema facilità di utilizzo dei software presenti sul mercato in modalità cloud e che magari non hanno nulla a che vedere con un gestionale aziendale.

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Protezione e condivisione dei dati, come fare?

La domanda che ci poniamo (e che si porranno tutte le aziende sensibili all’argomento) è questa: Possiamo sfruttare tutti i vantaggi della condivisione mantenendo comunque un buon grado di protezione dei dati?

La domanda nasce dalla comodità di poter condividere informazioni di qualsiasi tipo, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo.

Esistono, a livello commerciale, molti sistemi che permettono la condivisione delle informazioni. Molte, sfruttando il “cloud” (un server di terze parti), conservano le informazioni e le rendono disponibili in qualsiasi momento ad altri dispositivi client associati.

La tecnologia risulta molto comoda per la facilità di condivisione dei dati anche di grosse dimensioni ma molti già si domandano se sia un bene o un male conservare i propri dati sensibili, riservati o comunque aziendali su un server commerciale di terze parti.

Le aziende sensibili all’argomento hanno in realtà a disposizione diverse tecnologie che possono, quantomeno, arginare il problema. Noi del blog ve ne proponiamo due (quelle che secondo noi sarebbero le principali e valide alternative) che non consentirebbero l’archiviazione dei dati privati su server esterni. Cercando attentamente in rete è comunque possibile trovarne altre.

OwnCloud:

uno strumento opensource in grado di gestire e condividere file di qualsiasi natura. Utilizza un cloud che può essere installato direttamente sulla rete privata aziendale. Ovviamente, per consentire la condivisione dei file dall’esterno della rete privata, sarà necessario rendere pubblico il servizio e la porta sulla quale gira.

Esistono app anche per dispositivi mobile

Guarda la demo

BTSync:

con la nuova versione di BTSync si è resa la sincronizzazione dei file molto semplice e, a nostro avviso, alla portata di tutte le utenze.

A differenza di tutti gli altri dispositivi di file sharing BTSync non funziona con un server cloud. La sincronizzazione avviene attraverso la tecnologia Peer to Peer (P2P) in cui i singoli dispositivi sono tra loro associati attraverso una chiave di protezione. Tutte le informazioni vengono criptate. Anche in questo caso esistono app per dispositivi mobile. Link del sito.

Un rimando anche alla sezione privacy di BTSync

Ognuna delle tecnologie sopracitate, al netto dei bug tecnologici che rendono vulnerabile la rete, risolverebbero i problemi relativi alla riservatezza dei dati.