Industria 4.0: piano nazionale

“Christoph Roser at AllAboutLean.com”

Come altre potenze industriali del mondo occidentale, anche l’Italia ha creato il proprio piano nazionale per l’industria 4.0.

L’industria 4.0 è considerata la quarta rivoluzione industriale per via dell’impiego di macchine intelligenti, interconnesse tra loro e con pieno accesso al web.

Come ci spiega il documento, fanno parte di questa rivoluzione le seguenti tecnologie abilitanti:

  • Robot di ultima generazione collaborativi e facilmente programmabili
  • Stampa 3D
  • Realtà aumentata per il supporto ai processi produttivi
  • Simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi
  • Integrazione ed analisi delle informazioni lungo tutta la catena del valore dal fornitore al consumatore (integrare le informazioni su determinati prodotti prelevati direttamente dai social in modo da migliorare la qualità produttiva)
  • Comunicazione multidirezionale tra processi produttivi e prodotti
  • Gestione di enorme mole di informazioni su sistemi aperti
  • Sicurezza su web
  • Analisi dei dati (BigData) per migliorare i processi operativi, direzionali e strategici

In realtà buona parte delle suddette tecnologie erano già presenti anche prima che si parlasse di industria 4.0.

L’abbattimento dei costi e la facilità di accesso a queste tecnologie giustificano il termine rivoluzione.

Come in tutte le rivoluzioni ci saranno cambiamenti sistemici sia sulla produzione e sia sul lavoro; chiunque volesse opporsi a questo scenario è molto probabile che verrà, prima o poi, tagliato fuori dai mercati. L’obiettivo quindi è quello di cogliere queste opportunità il prima possibile.

I benefici attesi, per chi investe nell’industria 4.0, sono molto incoraggianti:

 

  • flessibilità
  • velocità di produzione, dal prototipo alla produzione in serie
  • produttività, riducendo i fermi macchina, tempi di setup e riduzione errori
  • qualità, diminuendo gli scarti grazie all’impiego di sensori che monitorano in tempo reale la produzione
  • competitività del prodotto sfruttando l’IoT

 

 

Il responsabile del sistema informatico aziendale

Come avevamo scritto almeno 7 anni fa su questo blog  la figura del responsabile informatico ad oggi risulta ancora più importante proprio per gli stessi motivi di cui parlavamo tempo fa.

In tutti questi anni di esperienza l’informatica ha subito enormi cambiamenti: soluzioni più o meno innovative, mode passeggere, il boom dei dispositivi mobili…

quello che però, secondo me, ha inciso più di tutto sull’innovazione tecnologica informatica è stata la facilità con cui le applicazioni interagiscono con il mondo esterno (sia in termini di condivisione dei dati che in termini di interazione con altri servizi applicativi) e la semplicità di utilizzo delle applicazioni (tanto che è l’applicazione stessa a suggerirti come fare cosa in pochissimi click).

L’informatica si è messa a disposizione del grande pubblico migliorando principalmente ciò che riguarda la user experience, ovvero, l’interfaccia utente.

Tutto questo va a scapito della necessità di privacy e spesso e volentieri troviamo aziende che, pur di mantenere la comodità applicativa, è disposta a cedere anche alle proprie informazioni aziendali.

In questo scenario la figura del responsabile informatico è ancora più importante rispetto a qualche anno fa. Infatti, se le applicazioni oggi aprono grandi scenari, è anche vero che tutto ciò che si vede non è altro che la punta di un’iceberg di architetture applicative molto articolate.

E’ necessario quindi puntare a software di nuova generazione (che abbiano quindi infrastrutture capaci di aprirsi all’esterno sia nei contenuti che nelle funzionalità, ad esempio integrando plugin) e puntare sulle customizzazioni che rendano il software flessibile a qualsiasi esigenza dovesse presentarsi. Le customizzazioni per essere implementate in tempi brevi devono essere affidate a colui che conosce la realtà aziendale, ovvero, il responsabile aziendale.

Le aziende che puntano su un buon consulente informatico e su software di ultima generazione riescono a gestire in tempi brevi qualsiasi esigenza aziendale. In questo modo riescono ad essere molto più reattive e più competitive dei concorrenti sul mercato.

Problemi con i fornitori del gestionale aziendale

Se state leggendo questo articolo vuol dire che state avendo grossi problemi con i vostri fornitori dei sistemi informatici aziendali.

Su questo blog sono state ripetute più volte le ragioni per cui bisogna essere sicuri non solo del sistema informatico ma anche del fornitore a cui affidarsi. Questa scelta potrebbe rilevarsi cruciale anche per la buona riuscita del progetto.

Più un’azienda lavora in un mercato altamente flessibile e più la scelta del software e del fornitore deve essere fatta in maniera altamente professionale e specializzata.

Introdurre un ERP in azienda non è mai una soluzione semplice. Se il progetto è gestito bene allora tutto il business ne trarrà un grosso vantaggio. Se, invece, è gestito male allora i costi “indiretti” potrebbero aumentare esponenzialmente.

Ma quali sono le problematiche più comuni quando si parte con un progetto ERP.

Ci sono problematiche endogene cioè che dipendono dalla struttura organizzativa, dal grado di informatizzazione del personale e così via… e problematiche esogene che dipendono da fattori esterni tra cui anche i rapporti con i fornitori.

In questo articolo ci concentriamo sui rapporti con i fornitori e come possa incidere sulla buona gestione di un ERP aziendale. Al di là della definizione degli aspetti contrattuali (su cui l’azienda dovrebbe farsi seguire più da un legale che da un tecnico) che stabiliscono i prezzi, la manutenzione, le date del go-live e così via è necessario anzitutto trovare fornitori che ispirino fiducia su lungo periodo.

Aziende ben strutturate e con un buon modello di business in grado di lavorare in maniera agevole in un mercato in continua evoluzione e cambiamenti.

Purtroppo, buona parte dei fornitori di sistemi ERP, utilizzano ancora schemi che andavano bene qualche decennio fa ma che oggi sono completamente inadatti. Ad esempio, se i fornitori lavorano con prodotti ERP poco flessibili e poco adattabili a livello utente, è facile immaginarsi che si trovano in un periodo di grosse difficoltà sia per i rapporti con i propri clienti che per l’aspetto economico finanziario. Infatti, oggi il mercato richiede continue evoluzioni al sistema informatico. Se il sistema è predisposto per essere facilmente adattato alle nuove esigenze allora nessun problema (a volte potrebbe modificarlo direttamente il cliente) se il sistema è poco flessibile (come la maggior parte dei sistemi ERP) allora i fornitori sono continuamente chiamati a nuovi e costosi sviluppi. In alcuni casi gli sviluppi possono anche essere fatturati al cliente (previa trattativa), in altri invece, devono essere per forza gestiti extra fattura.

Faccio un esempio, se il fornitore è partner  di un prodotto ERP che ha da poco aggiornato la release, è certo che dovrà aggiornare la versione anche per i suoi clienti. Ciò comporta test e sviluppi per ogni personalizzazione fatta per ogni cliente e queste modifiche, non potendo essere fatturate, sono soltanto costi extra per il fornitore.

A questo punto pare chiaro che un fornitore in grado di rimanere bene sul mercato è colui che utilizza anzitutto un software facilmente customizzabile a livello utente e poi che le varie personalizzazioni fatte ai clienti siano sviluppate in modo che qualsiasi aggiornamento futuro non implichi problematiche che dovranno essere gestiti con nuovi sviluppi extra.

Per questo motivo, se un’azienda non ha esperienza di sistemi informatici, sarebbe bene che si facesse seguire da un consulente esperto prima di adottare qualsiasi sistema ERP.

Se vuoi saperne di più non esitare a contattarci.

InformaticaGestionale.it crea per voi ChatBot Telegram

 

InformaticaGestionale.it offre ai propri lettori la possibilità di avere un chatbot telegram gratuitamente del proprio sito istituzionale.

Per richiedere la chatbot di navigazione telegram contattateci specificando il sito web istituzionale da rendere navigabile ed i pulsanti che si vogliono aggiungere al menu. 

info@informaticagestionale.it

Potete aggiungere pulsanti al vostro canale youtube, ad un video, ad una pagina di prenotazione, ad una pagina di iscrizione, ad una pagina di presentazione prosotti ecc…

Ad esempio, per InformaticaGestionale.it abbiamo inserito nella ChatBot i pulsanti di navigazione “HomePage”, “LaboratorioGestionale”, “NewsLetter”, “CanaleYoutube”, “PubblicaArticolo”, “Contatti”.

Unico vincolo: non più di 7 pulsanti!

Clicca sulla freccia azzurra per vedere l’esempio della ChatBot del nostro sito

ChatBOT per attività commerciali e pubblica amministrazione

I ChatBot si stanno affermando sempre di più come tecnologia innovativa per il grande pubblico e per le imprese. Si tratta di contatti di una normalissima chat con l’unica differenza che dietro questi contatti non c’è un essere umano ma un robot.

Quindi tecnologie come intelligenza artificiale, automatismo, internet of things, bigdata attraverso le ChatBot trovano un nuovo campo di applicazione.

InternetOfThings.com ha sviluppato un’infrastruttura che offre ai propri utenti la possibilità di creazione di una ChatBot per la navigazione al proprio sito. Oltre alla ChatBot offre anche una semplice statistica su chi e su quali contenuti ha visitato il bot.

Permette anche la modifica in tempo reale dei bottoni di navigazione sulla ChatBot.

Ecco alcuni esempi di ChatBot Telegram

 

InterOfThingsBOT: ChatBot di InterOfThings con tanti progetti ed esempi innovativi

HistoricalBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse storici vicini la tua posizione. Si può scegliere tra periodo antico, moderno, contemporaneo, medioevo

CheckTheWorldBOT: ChatBot che ti presenta tutti i punti di interesse vicini la tua posizione e prelevati da wikipedia

Per altre informazioni:

 

http://www.interofthings.com/contacts/

FlowItems: come tenere traccia dei propri asset aziendali

FlowItems è una webapp che consente la tracciabilita e la condivisione di qualsiasi bene aziendale.

https://youtu.be/2RK2XVTB4NM

Funziona con un normalissimo smartphone ed attraverso qrcode o Tag NFC applicato su un particolare dispositivo è possibile:

  1. tenere traccia in ogni momento dello stato in cui si trova l’oggetto
  2. Fare un check in sull’oggetto in modo da prenderlo in carico
  3. Consultare i dettagli dell’oggetto
  4. Conoscere lo storico dell’oggetto

Per qualsiasi informazione consultare il sito web di riferimento:

www.interofthings.com

OpenSource e flessibilità dei mercati

La crisi economica ha portato molte aziende a ridefinire il proprio modello di business. In diversi casi si è resa necessaria una vera e propria ridefinizione dei propri processi aziendali. Tutto ciò per rendere l’azienda più flessibile ed in grado stare al passo con le esigenze di mercato.

Una maggiore flessibilità entra sicuramente in conflitto con strutture aziendali rigide che fanno fatica ad attivare il cambiamento.

Stesso discorso vale per gli strumenti informatici di supporto. Applicazioni rigide che consentono customizzazioni lente e costose non aiutano il processo di cambiamento per le imprese.

 

Sotto questo punto di vista le aziende si stanno attrezzando con strumenti informatici più flessibili, facilmente customizzabili, con miglior politica di pricing, innovativi e, soprattutto, aperti ad ogni tipo di innovazione.

Se pensiamo bene, queste caratteristiche sono proprie dei sistemi opensource.

 

Ed infatti, se dovessimo guardare alla situazione attuale, scopriamo che:

  1. l’innovazione in tutte le aree dell’informatica è dominata dalle piattaforme Open Source (cit. John Mark Walker)
  2. il trend di crescita dei sistemi Open Source, in base ad un sondaggio su 64 paesi, sembra essere molto positiva. Tra le leve per cui si preferisce l’OpenSource troviamo:
    1. qualità dei prodotti
    2. funzionalità all’avanguardia, competitive ed innovative
    3. sistemi facilmente customizzabili
    4. possibilità di non essere completamente legati ad un unico fornitore

 

Inoltre l’open source si sta affermando anche nelle tecnologie più moderne come BigData e InternetOfThings.

 

Dal nostro punto di vista le imprese devono essere aiutate a capire meglio quali sono le reali potenzialità dei prodotti Open Source.

In genere, infatti, la maggioranza delle persone “non addette ai lavori” che devono prendere decisioni non ne riescono a cogliere le opportunità e rischiano di far prevalere applicazioni che “sanno vendersi meglio” attraverso campagne di marketing finalizzate allo sviluppo del prodotto.

 

Quello che queste persone dovrebbero chiedersi (nel mercato di oggi) è…il sistema è perfetto adesso; ma tra qualche mese o qualche anno sarà ancora così?

Quando vale la pena spostarsi su cloud pubblici?

Già da diverso tempo le aziende stanno valutando soluzioni cloud per ricoprire determinate esigenze aziendali.

Il cloud (nuvola), lo ricordiamo per chi ancora non lo sapesse, non è nient’altro che una modalità di erogazione dei servizi informatici in modalità on demand attraverso internet. Un banalissimo esempio cloud è il Cloud Storage, ovvero, una sorta di disco fisso al quale si può accedere come un normalissimo disco ma che in realtà si trova fisicamente sulla “nuvola”, cioè, internet.

Inutile ripetere quali sono i vantaggi principali nell’adozione di soluzioni in cloud pubblici, ne ricordiamo giusto alcuni:

  • il passaggio da costi fissi a costi variabili delle infrastrutture informatiche in alcuni casi può essere un enorme vantaggio a livello finanziario
  • manutenzione e aggiornamenti applicativi completamente trasparenti all’utente finale
  • gestione licenze vantaggiose: in molti casi è possibile attivare e disattivare le utenze con un semplice click senza dover rimettere in discussione fastidiosi contratti commerciali con i fornitori

la domanda che ci poniamo però è: Quando vale la pena spostarsi su cloud pubblici?

Ovvero, non sempre la soluzione Cloud, può risultare vantaggiosa per un’azienda. Bisogna conoscere molto bene quali sono le esigenze aziendali tenendo in considerazione che più i processi sono standardizzati e le funzionalità richieste sono semplici e ben definite allora più è semplice introdurre soluzioni cloud.

Ad esempio, è molto facile introdurre il cloud per soluzioni di posta elettronica, team working, istant messaging, document share, storage ecc…tutte queste applicazioni hanno infatti una specifica funzionalità e rispondono a determinate esigenze ben definite.

Per queste soluzioni, l’unica preoccupazione, potrebbero essere le politiche di protezione dei dati aziendali (dal momento che i dati aziendali sono conservati generalmente da altre società private).

Per soluzioni più complesse come i gestionali ERP, CRM, BI si dovrebbe fare prima una buona analisi AS-IS e TO-BE aziendale (in modo da standardizzare il più possibile i processi), dopo di che, si può pensare al cloud come modalità di fruizione dei servizi informatici.

Queste soluzioni, essendo multi-funzionalità, generalmente hanno bisogno di applicazioni flessibili. Il cloud, in alcuni casi, non riesce ad essere così flessibile o customizzabile come si richiede; pertanto, è indispensabile fare un’analisi accurata delle esigenze aziendale e valutare se le soluzioni cloud presenti sul mercato siano realmente adatte all’azienda nonostante tutti i vantaggi sopra elencati.

Flessibilità dei mercati ed adattamento delle piattaforme informatiche

Se vi occupate dell’IT in un’azienda, molto probabilmente vi sarà capitato di avere a che fare con i continui adattamenti dei sistemi informatici alla flessibilità di mercato.

Vi sarà capitato di avviare un progetto e, dopo un anno, rendersi conto che le esigenze aziendali erano già cambiate. In questo caso sarete corsi ai ripari cercando di sistemare il progetto già in essere mettendo delle pezze o facendo sviluppare “nuove features”.

Proprio per questo motivo, in tantissime occasioni, sul blog abbiamo spiegato l’importanza di adottare software altamente flessibile.

Per flessibilità di un software si intende appunto la facilità di adattamento ai cambiamenti interni ed esterni all’azienda.

Con il tempo, molti sistemi gestionali, si sono attrezzati in modo da poter installare plugin (addon) completamente integrati con il software stesso ed in grado di rispondere a qualsiasi esigenza.

Questa soluzione permette di non intaccare il “cuore” del gestionale (si deve sapere che ogni modifica di codice al sistema originale può comportare malfunzionamenti al sistema stesso ed occorre necessariamente fare ulteriori e costosi test) e di semplificare notevolmente lo sviluppo del plugin concentrandosi soltanto sulle esigenze da risolvere.

Inoltre è probabile che, prima della vostra azienda, già un’altra realtà aziendale aveva bisogno di risolvere lo stesso tipo di esigenza. Sarà quindi facile trovare un plugin già costruito che risolva quel particolare problema.

Questa soluzione, come avrete capito, farà risparmiare tempo e soldi di sviluppo.

E’ una soluzione che vale la pena adottare soltanto se il gestionale in questione adotta una politica di espansione a plugin, presenta molte verticalizzazioni ed è utilizzato da un numero sufficientemente grande di aziende.

Nel caso in cui non si è deciso di avviare un progetto informatico con strumenti flessibili allora molto probabilmente la vostra azienda sarà invasa da software eterogeneo con conseguente aumento dei costi di manutenzione ed aumento di ridondanza di dati spesso difficili da sincronizzare.

In questi casi si ha la percezione di rispondere in tempi brevi e costi ridotti alle continue richieste di mercato. In realtà, con il tempo, se non si adottano adeguate politiche di integrazione tra i sistemi, i costi di gestione aumenteranno esponenzialmente.

Punti da prendere in considerazione prima di procedere con la migrazione dei sistemi informatici

Vorrei condividere alcune problematiche sorte durante una migrazione dei sistemi informatici durante una mia esperienza di lavoro.

Ovviamente non posso scrivere il nome del gestionale ERP però mi sento in dovere di mettere nero su bianco tutto ciò che dovrebbe essere considerato prima di iniziare una costosa collaborazione con qualche fornitore o partner.

Ecco una lista di domande da prendere assolutamente in considerazione:

Il software è completamente verticalizzato al mio settore oppure necessita di sviluppi per adattarlo? Può capitare che un gestionale anche famoso potrebbe non andare bene per un determinato settore. In questo caso il software dovrà essere adattato; nella maggior parte dei casi questo comporta una serie di problematiche difficili da gestire: un software adattato deve prima di tutto essere integrato con il resto del gestionale, testato e soltanto dopo può essere rilasciato. La personalizzazione fa lievitare i costi e non è detto che, al termine, il software sia di buona qualità. Tutto dipende da quale metodologia di sviluppo ha utilizzato il fornitore partner.  Molte volte, per risparmiare tempo e denaro, si preferisce fare uno sviluppo approssimativo che potrebbe compromettere il funzionamento di tutto il sistema gestionale (e non solo della personalizzazione). L’obiettivo è di scegliere un gestionale il più possibile adatto al mio mercato di riferimento.

  • Quante verticalizzazioni possiede il gestionale? Maggiori sono le verticalizzazioni e maggiore sarà l’esperienza del gestionale sui diversi mercati. Nel caso di adattamenti i fornitori potrebbero avvalersi ad altre verticalizzazioni per proporre una soluzione già testata e sviluppata risparmiando tempo e denaro.

 

  • Quanti partner possiede il gestionale? Maggiori sono i partner e migliore sarà l’offerta software. Nel caso dovessero nascere problemi con un partner si potrebbe chiedere assistenza ad altri fornitori.

 

  • Il sistema è flessibile? È facilmente adattabile ai cambiamenti di mercato? Possiede una logica a plugin in modo da poter fare adattamenti in maniera economica e tempestiva? Molti gestionali utilizzano logiche di adattamento ai continui cambiamenti di mercato attraverso l’ausilio di plugin. I plugin sono software indipendenti (spesso sviluppati dai partner) che aumentano la capacità applicativa funzionale del gestionale nativo. Sono molte volte già semi integrati con il gestionale. Questa soluzione è sicuramente meno costosa e più affidabile rispetto a creare software ad hoc eterogenei  per poi integrarli con il gestionale

 

  • Il gestionale funziona con più sistemi operativi? Anche se la risposta potrebbe essere scontata, purtroppo, ci sono gestionali sul mercato che funzionano soltanto con un sistema operativo. Se in un’azienda coesistono, per necessità, diversi sistemi operativi allora l’adozione di questi software potrebbe essere un problema (considerando che ad oggi c’è semnpre più richiesta di accedere al gestionale anche attraverso mobile)

 

  • È adattabile con qualsiasi device? PC,  tablet o smartphone? se un gestionale aziendale deve durare nel tempo allora deve essere adattabile anche a tutti i dispositivi mobile. Nel futuro, infatti, saremo sempre più connessi ai device mobile anche per scopi lavorativi