Migrare un gestionale: i quattro punti critici che ho ritrovato in ogni progetto

Dopo decenni di progetti di migrazione di software gestionali, in aziende di dimensioni e settori molto diversi, mi sono convinto di una cosa: cambiano il nome dell’ERP, cambiano i fornitori, cambiano i reparti… ma i punti critici sono quasi sempre gli stessi.

Ogni azienda ha la propria storia e le proprie particolarità, soprattutto nelle PMI, dove i processi sono spesso costruiti negli anni seguendo le esigenze quotidiane. Eppure, quando arriva il momento di sostituire un gestionale, ci sono alcuni aspetti che, se trascurati, rischiano di trasformare un progetto promettente in una lunga serie di riunioni accompagnate dalla classica frase: “Con il vecchio sistema funzionava…”

Ecco i quattro aspetti che, nella mia esperienza, meritano sempre la massima attenzione.

1. L’analisi dei processi viene prima del software

La prima domanda non dovrebbe essere “Cosa sa fare il gestionale?”, ma “Come lavorano le persone in azienda?”.

Un progetto ERP non consiste nel trasferire dati da un programma a un altro. Significa capire come vengono svolte le attività operative ogni giorno e individuare il modo migliore per renderle più efficienti.

Nella maggior parte dei casi l’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra standardizzazione e personalizzazione.

Standardizzare significa adottare le funzionalità già offerte dal gestionale quando rappresentano una buona pratica consolidata. Personalizzare, invece, dovrebbe essere una scelta riservata solo ai processi che rappresentano un reale vantaggio competitivo per l’azienda.

Nelle PMI questo tema è ancora più evidente. È frequente trovare procedure nate anni prima per risolvere un’esigenza specifica e che, nel tempo, sono diventate “la normalità”. Alcune meritano di essere mantenute, altre possono essere semplificate. La vera difficoltà sta proprio nel distinguerle.

2. Il progetto riguarda prima di tutto le persone

Un gestionale non è un software che si utilizza una volta ogni tanto. È lo strumento con cui gli operatori lavoreranno tutti i giorni, probabilmente per molti anni.

Per questo motivo, se l’obiettivo è rispettare i tempi della migrazione, coinvolgere gli utenti operativi fin dalle prime fasi del progetto rappresenta uno dei migliori investimenti possibili.

Sessioni frequenti, configurazioni costruite insieme, verifiche continue e confronti durante tutto il percorso permettono di intercettare esigenze che difficilmente emergerebbero leggendo soltanto un documento di analisi.

Il contrario succede più spesso di quanto si immagini: gli utenti vedono il nuovo gestionale solo pochi giorni prima della messa in produzione. A quel punto iniziano le osservazioni, le richieste di modifica e le inevitabili sorprese. Non perché qualcuno abbia lavorato male, ma semplicemente perché chi utilizza il sistema ogni giorno conosce dettagli operativi che spesso emergono soltanto davanti alle schermate reali.

Nelle PMI questa dinamica pesa ancora di più, perché i processi sono generalmente meno standardizzati e molto legati all’esperienza dei singoli operatori.

3. Le integrazioni non sono comprese… se nessuno le chiede

Quando si acquista un gestionale, normalmente si acquista il gestionale.

Può sembrare una frase banale, ma spesso ci si aspetta che il nuovo ERP comunichi automaticamente con tutti gli altri sistemi presenti in azienda. In realtà, se queste esigenze non vengono esplicitate durante l’analisi, difficilmente saranno considerate nel progetto.

Un esempio molto comune riguarda le aziende manifatturiere.

Si sostituisce l’ERP che gestisce acquisti, vendite e magazzino, ma in produzione continua a essere utilizzato un software MES specializzato.

Se ERP e MES non vengono integrati correttamente, gli operatori finiscono per copiare dati da un sistema all’altro. E quando le informazioni iniziano a viaggiare con il classico “copia e incolla”, l’efficienza prende spesso una strada diversa.

Le modalità di integrazione possono essere molteplici, ma la necessità di integrarsi con gli altri sistemi aziendali deve essere chiarita fin dall’inizio del progetto.

4. Il budget si costruisce conoscendo davvero il progetto

Tempi e costi di una migrazione gestionale sono spesso più difficili da stimare rispetto a quanto si immagini.

Non perché il progetto sia fuori controllo, ma perché un ERP è uno strumento ricco di funzionalità e ogni azienda ne utilizza soltanto una parte, spesso in modo molto specifico.

Se durante la pianificazione non vengono considerate l’analisi dei processi, il coinvolgimento degli utenti, le integrazioni e tutte le attività necessarie alla configurazione del sistema, è facile che le previsioni iniziali si discostino dal consuntivo finale.

Un progetto gestionale richiede infatti una visione sia informatica sia funzionale. Non basta conoscere il software: bisogna comprendere anche come lavora l’azienda e quali funzionalità saranno realmente utilizzate.

In fondo, un ERP non è una calcolatrice. Le funzioni disponibili sono molte, ma nessuna azienda le utilizza tutte. Quelle che servono davvero, però, è fondamentale conoscerle a fondo.

Conclusioni

Se dovessi riassumere decenni di progetti in una sola frase direi questa: la migrazione di un gestionale non è un progetto software, è un progetto aziendale.

Tecnologia, processi, persone e organizzazione devono procedere insieme. Quando uno di questi elementi rimane indietro, prima o poi il progetto lo presenta… gentilmente. Di solito durante la prima settimana di utilizzo del nuovo gestionale, quando qualcuno pronuncia la frase che nessun project manager vorrebbe mai sentire: “Posso tornare un attimo al vecchio sistema?”

AI agentica: la nuova evoluzione dell’intelligenza artificiale nelle aziende

agentica integrata nei software gestionali ERP aziendali

Il 2026 si sta affermando come un anno di svolta per l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende. Dopo una prima fase di utilizzo individuale, spesso sperimentale, molte organizzazioni stanno iniziando a chiedersi come integrare questi strumenti all’interno dei propri processi operativi e dei software gestionali.

Negli ultimi mesi è diventato sempre più comune che dipendenti e collaboratori utilizzino strumenti di intelligenza artificiale per semplificare alcune attività quotidiane. Si tratta spesso di operazioni ripetitive o a basso valore aggiunto che possono essere delegate all’AI e successivamente verificate.

Il beneficio percepito è immediato: meno tempo dedicato ad attività manuali e maggiore produttività.

Tuttavia, la vera sfida non è l’utilizzo personale di questi strumenti, ma la loro integrazione strutturata nei processi aziendali. In questo contesto sta emergendo un nuovo paradigma: la AI agentica.

Cos’è l’AI agentica

Con il termine AI agentica si indica un modello di intelligenza artificiale basato su agenti autonomi, progettati per svolgere compiti specifici all’interno di un processo.

A differenza dei tradizionali strumenti di AI che forniscono semplicemente supporto o suggerimenti, gli agenti AI possono eseguire direttamente delle attività operative, interagendo con software e sistemi aziendali.

In pratica, questi agenti si comportano come collaboratori digitali specializzati, capaci di gestire attività ben definite.

All’interno di un’azienda, ad esempio, un agente AI potrebbe occuparsi di:

  • generare fatture automatiche
  • creare documenti di trasporto
  • registrare prime note contabili
  • inserire dati all’interno di un software gestionale
  • aggiornare informazioni tra sistemi diversi

Il tutto avviene in modo automatico, seguendo regole e flussi di lavoro stabiliti dall’azienda.

Il cambiamento del ruolo umano nei processi aziendali

L’introduzione della AI agentica non significa eliminare il ruolo delle persone nei processi aziendali. Al contrario, comporta una trasformazione del modo in cui il lavoro viene svolto.

Se in passato molti dipendenti erano impegnati principalmente nel data entry o nell’esecuzione di attività operative ripetitive, con l’arrivo degli agenti AI il loro ruolo si sposta verso attività di supervisione e controllo.

Il dipendente diventa quindi un controllore del processo, che verifica il risultato prodotto dall’intelligenza artificiale e interviene solo quando necessario.

Questo approccio permette di:

  • ridurre gli errori manuali
  • accelerare i processi amministrativi
  • aumentare l’efficienza operativa
  • liberare tempo per attività a maggior valore strategico

In altre parole, il lavoro umano si sposta progressivamente dall’esecuzione al controllo.

Come cambieranno i software gestionali

Se la AI agentica diventerà una componente stabile nei processi aziendali, anche i software gestionali dovranno evolversi.

Tradizionalmente, i sistemi ERP sono stati progettati per facilitare l’inserimento manuale dei dati. Gran parte delle interfacce dei gestionali sono infatti pensate per:

  • compilare documenti
  • registrare operazioni contabili
  • inserire informazioni nei database aziendali

Con l’arrivo degli agenti AI, questo paradigma cambia radicalmente.

I software gestionali del futuro saranno progettati soprattutto per:

  • monitorare le attività svolte dagli agenti AI
  • verificare la correttezza dei dati generati automaticamente
  • segnalare anomalie o incongruenze
  • evidenziare le aree che richiedono un controllo umano

In pratica, il gestionale diventerà sempre più una piattaforma di controllo dei processi automatizzati, piuttosto che uno strumento per l’inserimento manuale delle informazioni.

AI agentica e ERP: l’evoluzione è già iniziata

Questo cambiamento non è soltanto una previsione teorica. Molte aziende che sviluppano software ERP stanno già introducendo funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.

Le nuove generazioni di gestionali includono sempre più spesso:

  • automazioni intelligenti dei flussi amministrativi
  • assistenti AI per l’analisi dei dati
  • sistemi di verifica automatica dei documenti
  • agenti digitali per attività operative

In alcuni casi è già possibile configurare agenti AI che interagiscono con il gestionale per completare operazioni senza intervento umano diretto.

L’obiettivo è creare un ambiente in cui persone e intelligenza artificiale collaborano all’interno dello stesso sistema gestionale.

Le opportunità per le aziende

L’adozione della AI agentica nei software gestionali può generare vantaggi significativi per le aziende che decidono di investire in questa evoluzione tecnologica.

Tra i benefici principali troviamo:

Maggiore efficienza operativa
Le attività ripetitive vengono gestite automaticamente dagli agenti AI.

Riduzione degli errori manuali
L’automazione riduce il rischio di errori legati al data entry.

Maggiore velocità nei processi amministrativi
Operazioni come fatturazione e registrazioni contabili possono essere completate in pochi secondi.

Maggiore controllo dei processi
I sistemi possono evidenziare automaticamente anomalie e dati sospetti.

Il futuro della gestione aziendale

L’introduzione della AI agentica rappresenta uno dei passaggi più importanti nella trasformazione digitale delle imprese.

Se negli ultimi vent’anni i software gestionali hanno avuto l’obiettivo principale di digitalizzare i processi, la nuova fase punta invece a automatizzarli e renderli intelligenti.

Nei prossimi anni assisteremo probabilmente a una progressiva evoluzione dei sistemi ERP verso piattaforme in grado di:

  • coordinare agenti di intelligenza artificiale
  • supervisionare flussi di lavoro automatizzati
  • supportare decisioni strategiche attraverso l’analisi dei dati

In questo scenario, il gestionale non sarà più solo un archivio di informazioni aziendali, ma diventerà un centro di controllo dell’operatività aziendale.

Il Process Mining di InformaticaGestionale.it

Nel contesto aziendale attuale, caratterizzato da processi sempre più complessi e da una crescente disponibilità di dati, comprendere come funzionano realmente i processi operativi è diventato un fattore critico di competitività.
Il Process Mining di InformaticaGestionale.it (IG) nasce proprio con questo obiettivo: trasformare i dati già presenti nel gestionale in conoscenza operativa, supportando decisioni basate su evidenze oggettive.

Cos’è il Process Mining e perché è strategico

Il process mining è una disciplina che consente di ricostruire, analizzare e ottimizzare i processi aziendali reali (AS-IS) partendo dai dati generati dai sistemi informativi.
A differenza delle mappature teoriche o delle interviste, il process mining si basa su ciò che accade realmente, utilizzando le tracce digitali lasciate dai documenti e dalle transazioni.

Il process mining di InformaticaGestionale.it permette di:

  • individuare inefficienze e colli di bottiglia,
  • analizzare tempi e sequenze operative,
  • comprendere le relazioni tra documenti e cicli aziendali,
  • supportare la pianificazione e il forecasting.

Il tutto senza modificare il gestionale, ma partendo semplicemente dalle sue esportazioni dati.

Come funziona il Process Mining di InformaticaGestionale.it

1. Import intelligente di file Excel dal gestionale

Il punto di partenza è l’importazione di uno o più file Excel, tipicamente derivanti dall’esportazione del gestionale aziendale.
I file possono contenere:

  • documenti di testata (ordini, fatture, DDT, movimenti di magazzino, ecc.),
  • righe di documento, con dettagli su articoli, quantità, valori economici e riferimenti.

Il sistema è progettato per lavorare con strutture eterogenee, tipiche dei diversi ERP presenti sul mercato.

cliccando su carica file in alto a destra è possibile caricare uno o più excel

2. Classificazione automatica dei documenti per ciclo aziendale

Una volta importati i dati, il process mining di IG cataloga in modo intelligente i documenti, riconoscendo automaticamente il contesto operativo di appartenenza, ad esempio:

  • Ciclo Attivo (offerte, ordini clienti, DDT, fatture),
  • Ciclo Passivo (ordini fornitori, carichi, fatture di acquisto),
  • Operations e Logistica,
  • Produzione.

Questa classificazione consente di avere una visione chiara e strutturata dei flussi, anche in aziende con processi articolati e trasversali.

Una volta importati gli excel è possibile modificare i documenti nella colonna a sinistra. E’ anche possibile aggiungere documento custom

E’ possibile modificare la tipologia delle colonne per ogni documento importato. In questo modo si possono identificare le colonne che sono riferimenti verso altri documenti, le colonne “causali” che creano nuove connessioni con il documento di destinazione, le colonne di tipo quantità, valore economico, valore data.

3. Riconoscimento automatico delle colonne e analisi dei collegamenti

Uno degli elementi distintivi del process mining di InformaticaGestionale.it è la capacità di riconoscere automaticamente il significato delle colonne Excel, anche quando i nomi non sono standard.

Cliccando su una connessione si apre una finestra di dialogo in basso a sinistra con i dettagli della transazione dal documento di origine (ordine cliente) a quello di destinazione (DDT): la causale che ha generato la transazione, i nomi dei documenti, il volume dei dati che passano da quella transazione ed il lead time medio della connessione

Il sistema identifica, ad esempio:

  • quantità (qty, quantità, qta),
  • valori economici (prezzi, importi, costi),
  • riferimenti ad altri documenti (numero ordine, riferimento DDT, documento origine).

A partire da queste informazioni, il process mining:

  • ricostruisce i collegamenti tra i documenti,
  • evidenzia i cicli operativi completi,
  • mostra i colli di bottiglia,
  • analizza il timing tra un documento e l’altro (lead time, attese, ritardi),
  • visualizza le connessioni in base a causali, stati e sequenze reali.

Il risultato è una rappresentazione chiara e oggettiva dei processi aziendali, basata sui dati.

Nell’immagine sopra sono stati selezionati due valori diversi sull’asse delle ascisse (quantità e valore economico)

Cliccando su forecast AI è possibile verificare il forecast dei dati (per il forecast viene utilizzato l’algoritmo che ha un errore di predizione minore)

4. Dashboard, analisi avanzata e forecast per singolo documento

Il process mining di IG non si limita alla mappatura dei flussi.
È possibile selezionare uno specifico documento o una tipologia di processo e accedere a una dashboard dedicata, che mostra:

  • indicatori chiave (KPI),
  • valori aggregati,
  • trend storici.

Inoltre, il sistema integra un modulo di forecasting avanzato:

  • il forecast viene calcolato utilizzando l’algoritmo con errore di predizione minimo, selezionato automaticamente,
  • viene mostrata anche una descrizione del modello utilizzato, a supporto della trasparenza decisionale.

Questo consente di passare dall’analisi AS-IS a una visione predittiva, utile per pianificazione, controllo di gestione e operations.

Caso d’uso: azienda produttrice di bicchieri di plastica

Immaginiamo un’azienda manifatturiera che produce bicchieri di plastica per il settore alimentare.

L’azienda utilizza un gestionale per gestire:

  • ordini clienti,
  • pianificazione della produzione,
  • approvvigionamenti di materia prima,
  • logistica e fatturazione.

Analisi AS-IS con il Process Mining di IG

Esportando dal gestionale i documenti in Excel, l’azienda utilizza il process mining di InformaticaGestionale.it per:

  • ricostruire il flusso reale dall’ordine cliente alla fattura,
  • analizzare i tempi tra ordine, produzione, spedizione e fatturazione,
  • individuare colli di bottiglia, ad esempio ritardi nella produzione o nell’approvvigionamento del granulo plastico,
  • comprendere le relazioni tra ordini, lotti di produzione e DDT.

Valore per il business

Grazie alle dashboard e al forecasting:

  • il responsabile operations può prevedere i volumi futuri di produzione,
  • il controllo di gestione ottiene stime affidabili dei ricavi,
  • la direzione individua aree di miglioramento basate su dati oggettivi.

Il risultato è una maggiore efficienza operativa, una migliore pianificazione e decisioni più rapide e informate.

Conclusione

Il Process Mining di InformaticaGestionale.it rappresenta uno strumento strategico per tutte le aziende che vogliono:

  • capire davvero come funzionano i propri processi,
  • ottimizzare tempi e costi,
  • trasformare i dati del gestionale in valore concreto.

Partendo da semplici file Excel, IG consente di passare dall’analisi AS-IS a una gestione evoluta, predittiva e data-driven dei processi aziendali.

Come sfruttare al massimo i sistemi informatici nelle PMI: dall’operatività individuale all’intelligenza artificiale

Introduzione

Nel contesto delle Piccole e Medie Imprese, i sistemi informatici vengono spesso adottati per rispondere a esigenze operative contingenti. Tuttavia, un’analisi più strutturata mostra come l’informatica gestionale rappresenti un abilitatore fondamentale dell’efficienza organizzativa, capace di incidere in modo diretto sulla qualità dei processi e sul valore generato dall’impresa.

L’evoluzione dei sistemi informativi è infatti strettamente connessa all’esigenza di razionalizzare l’operatività aziendale, migliorare il coordinamento e supportare decisioni sempre più complesse.

L’informatica come strumento di ottimizzazione multilivello

Un utilizzo efficace dei sistemi informatici richiede una visione che distingua, ma allo stesso tempo integri, tre livelli di applicazione: individuale, di reparto e organizzativo.

1. Ottimizzazione dell’operatività individuale

A livello del singolo operatore, l’informatica svolge una funzione di supporto cognitivo e organizzativo. Strumenti quali:

  • fogli di calcolo per l’elaborazione e l’analisi dei dati,
  • notebook digitali per la gestione strutturata delle informazioni,
  • calendari elettronici per la pianificazione delle attività,

consentono di ridurre la dispersione informativa e di migliorare la precisione esecutiva. In questa fase, la tecnologia agisce come estensione delle capacità individuali, favorendo standardizzazione e controllo.

2. Ottimizzazione dei processi di reparto

Quando l’operatività coinvolge più risorse, la dimensione informatica assume un ruolo di coordinamento. Sistemi come:

  • calendari condivisi,
  • applicativi MRP per la pianificazione produttiva,
  • WMS per la gestione del magazzino,

permettono di sincronizzare le attività, garantire coerenza dei dati e migliorare la tracciabilità dei flussi operativi. L’obiettivo non è solo l’efficienza locale, ma la riduzione delle inefficienze generate da disallineamenti informativi.

3. Ottimizzazione dell’intera organizzazione

I sistemi ERP rappresentano la naturale evoluzione dei bisogni informativi aziendali. Essi consentono di integrare processi eterogenei (amministrativi, produttivi, logistici e commerciali) all’interno di un’unica infrastruttura informativa.

Dal punto di vista scientifico-organizzativo, il valore degli ERP risiede nella capacità di:

  • centralizzare il dato,
  • formalizzare i processi,
  • supportare il controllo di gestione,
  • migliorare la governance aziendale.

Evoluzione dei sistemi informativi e orientamento ai processi

Nel tempo, i sistemi informatici si sono evoluti da strumenti di semplice gestione del dato a piattaforme orientate al processo end-to-end. Questa evoluzione è stata guidata dalla necessità di ridurre attività manuali ripetitive, aumentare l’affidabilità delle informazioni e migliorare la tempestività decisionale.

Il contributo dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale rappresenta oggi un ulteriore stadio evolutivo dei sistemi informativi. Inserita nei processi operativi, l’IA consente di:

  • automatizzare attività a basso valore aggiunto,
  • migliorare la qualità e la circolazione dell’informazione,
  • supportare analisi predittive e decisionali.

In questo modello, l’operatore non viene sostituito, ma riallocato su attività a maggiore valore, come il controllo, l’analisi critica e il miglioramento continuo dei processi.

Conclusioni

Per le PMI, sfruttare appieno i sistemi informatici significa adottare un approccio sistemico e consapevole, in cui la tecnologia è progettata a supporto dell’organizzazione e non viceversa.

L’informatica gestionale, potenziata dall’intelligenza artificiale, diventa così uno strumento strategico per aumentare efficienza, controllo e capacità di adattamento in un contesto competitivo in continua evoluzione.

L’Intelligenza Artificiale nell’Ottimizzazione dei Processi Aziendali: Come Funziona e Quali Benefici Può Portare

L’Intelligenza Artificiale (IA) non è più una tecnologia futuristica ma una realtà che sta trasformando il modo in cui le aziende operano. Un aspetto particolarmente interessante è l’applicazione dell’IA per l’ottimizzazione dei processi aziendali, un’area che rappresenta un valore strategico per migliorare l’efficienza, ridurre i costi e aumentare la competitività sul mercato. In questo articolo vedremo come l’IA può essere integrata nei processi aziendali e illustreremo alcuni esempi pratici di applicazione.

Come L’Intelligenza Artificiale Ottimizza i Processi Aziendali

L’ottimizzazione dei processi aziendali è un insieme di attività mirate a rendere più efficiente il flusso di lavoro, ridurre gli sprechi e massimizzare la produttività. Tradizionalmente, l’ottimizzazione richiedeva lunghi tempi di analisi e interventi manuali; l’IA permette di accelerare questo processo, rendendolo dinamico e continuo grazie a modelli predittivi e algoritmi di apprendimento automatico.

Ecco alcuni modi in cui l’IA può contribuire a questa ottimizzazione:

  1. Automatizzazione di Task Ripetitivi: L’IA può assumere attività manuali e ripetitive, come l’immissione dati, il controllo qualità o la gestione delle richieste di supporto. Ciò permette ai dipendenti di focalizzarsi su compiti a maggior valore aggiunto, aumentando la produttività.
  2. Analisi Predittiva e Preventiva: Gli algoritmi di IA possono analizzare grandi volumi di dati per individuare pattern e tendenze che aiutano a fare previsioni accurate. Ad esempio, la manutenzione predittiva nei macchinari di produzione permette di programmare gli interventi prima che si verifichino guasti, riducendo i tempi di fermo e ottimizzando l’utilizzo delle risorse.
  3. Ottimizzazione della Supply Chain: Nell’ambito della logistica, l’IA può aiutare a ottimizzare i percorsi di consegna, prevedere la domanda dei prodotti e gestire in modo più efficiente gli stock, migliorando così la gestione dell’inventario e riducendo i costi legati al magazzino.
  4. Decisioni Basate sui Dati: Grazie all’IA, le aziende possono trasformare i dati in insight pratici. Gli algoritmi di apprendimento automatico possono individuare opportunità di miglioramento, suggerendo cambiamenti nei processi produttivi o nelle strategie di vendita in modo più rapido e accurato rispetto alle tradizionali analisi manuali.

Esempi Pratici di Applicazione dell’IA nell’Ottimizzazione dei Processi Aziendali

  1. Manutenzione Predittiva nelle Industrie Manifatturiere

Un’azienda produttrice di macchinari industriali potrebbe utilizzare sensori integrati e algoritmi di machine learning per monitorare in tempo reale le condizioni dei propri dispositivi. L’IA analizza questi dati per identificare eventuali segni di deterioramento o anomalie, consentendo di programmare interventi di manutenzione prima che si verifichino guasti. In questo modo, si riducono i tempi di inattività non pianificati e si ottimizza l’uso delle risorse.

  1. Customer Service con Chatbot Intelligenti

Molte aziende hanno iniziato a utilizzare chatbot basati su IA per gestire le richieste di assistenza clienti. Questi assistenti virtuali sono in grado di rispondere rapidamente alle domande più comuni, riducendo i tempi di attesa e aumentando la soddisfazione del cliente. Inoltre, l’IA può analizzare le conversazioni per identificare trend ricorrenti nelle richieste, aiutando l’azienda a migliorare i propri prodotti o servizi in base al feedback degli utenti.

  1. Ottimizzazione della Supply Chain

Un’azienda di e-commerce che gestisce migliaia di ordini ogni giorno può sfruttare l’IA per analizzare i dati di vendita storici e identificare trend di acquisto stagionali. Grazie a queste informazioni, l’IA può fare previsioni accurate sulla domanda e aiutare l’azienda a organizzare il magazzino e pianificare le spedizioni in modo più efficiente. Questo non solo riduce i costi, ma migliora anche i tempi di consegna, aumentando la soddisfazione dei clienti.

  1. Miglioramento della Qualità nella Produzione

Nell’industria farmaceutica, l’IA viene utilizzata per migliorare la qualità del prodotto finale attraverso il controllo automatico delle linee di produzione. Sensori e telecamere monitorano costantemente il processo, e gli algoritmi di IA analizzano i dati per individuare eventuali errori o difetti. In caso di anomalie, il sistema segnala immediatamente il problema, riducendo gli sprechi e migliorando la qualità del prodotto finito.

Vantaggi e Sfide dell’Intelligenza Artificiale nei Processi Aziendali

L’IA porta con sé numerosi vantaggi per l’ottimizzazione dei processi aziendali:

Riduzione dei Costi Operativi: Automatizzando attività ripetitive e migliorando l’efficienza, le aziende possono ridurre i costi legati alla manodopera e agli errori.

Maggiore Efficienza: L’IA permette una gestione più dinamica e continua dei processi, riducendo i tempi di fermo e ottimizzando l’utilizzo delle risorse.

Decisioni Informate e Veloci: Con la capacità di analizzare grandi volumi di dati in tempo reale, l’IA permette di prendere decisioni rapide e basate su dati concreti.

Tuttavia, l’implementazione dell’IA non è priva di sfide. La raccolta e gestione dei dati, la necessità di infrastrutture adeguate e le problematiche legate alla privacy e alla sicurezza sono alcuni degli aspetti che richiedono un’attenta considerazione.

Conclusione

L’Intelligenza Artificiale è destinata a giocare un ruolo sempre più centrale nell’ottimizzazione dei processi aziendali, offrendo alle imprese nuove opportunità per migliorare l’efficienza e restare competitive. Dall’automazione dei task ripetitivi all’analisi predittiva, le applicazioni dell’IA possono trasformare radicalmente il modo di operare delle aziende in settori come la produzione, la logistica e il customer service. Tuttavia, il successo di queste implementazioni dipende dalla capacità delle aziende di affrontare le sfide tecnologiche e gestionali che accompagnano questa innovazione. Sfruttare l’IA in modo strategico può quindi fare la differenza, creando un vantaggio competitivo e un valore sostenibile a lungo termine.

Blockchain, la rete internet del futuro

Letteralmente blockchain significa catena di blocchi. Per quale motivo una catena di blocchi sarà la rete del futuro?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima di tutto conoscere come funziona la tecnologia blockchain.

Fino ad oggi quando pensiamo ad internet generalmente pensiamo ad una rete centralizzata. Ovvero, il mio PC (client) si connette al server in modo da richiede informazioni o fare altri tipi di operazioni come: creare bonifici, acquistare, scrivere articoli…

Quando sentiamo parlare di blockchain si intende un tipologia di rete in cui viene meno la centralizzazione delle informazioni. Infatti, la basedati è distribuita e decentralizzata per tutti i nodi della rete.

In realtà, in qualche occasione abbiamo già sentito parlare di rete distribuita: la rete peer to peer. Questa rete è usata sopratutto per la condivisione dei file in cui ogni nodo della rete può ricevere ed inviare informazioni ad altri nodi della rete senza che ci sia alcun nodo che faccia da intermediario.

Nel caso della blockchain ogni nodo possiede lo stesso database presente su tutti gli altri nodi e, grazie a particolari tecniche di crittografia, ogni informazione (chiamata transazione) viene inserita in blocchi e viene distribuita su tutti i nodi della rete. Una delle peculiarità della blockchain è che l’informazione non è duplicabile.

Com’è possibile non duplicare le informazioni su internet? ad esempio un e-book o una canzone?

Per rispondere a queste domande bisognerebbe avere alcune nozioni base di crittografia. In particolare:

La funzione hash sha256.

Questa funzione ha due caratteristiche principali:

  1. trasforma qualsiasi tipo di informazione digitale in una sequenza numerica di 256 bits. Potete fare delle prove con esempi testuali su questo link. Il risultato della funzione hash è ciò che verrà inserito in una transazione di un blocco della blockchain. Quindi, posso convertire un file di 10GB in un file testuale da 256bits
  2. Se utilizzo questa funzione su un’immagine otterrò una sequenza alfanumerica; se all’immagine cambio il metadato di pubblicazione allora otterrò un’altra sequenza alfanumerica completamente diversa. Se qualcuno copia la mia immagine allora il file copiato avrà un hash completamente diverso dall’originale.

Crittografia asimmetrica con chiave pubblica-privata

Ogni membro della blockchain ha una chiave pubblica e privata. Se volessi trasferire un’immagine di mia proprietà ad un destinatario allora posso agire in questo modo:

Con la chiave privata posso crittografare, ad esempio, l’hash della mia immagine in modo da firmarla digitalmente. Durante la transazione invio al mio destinatario, oltre all’hash firmato, anche la chiave pubblica (la chiave pubblica è generata attraverso una funzione complessa logaritmica dalla chiave privata. Dalla chiave pubblica è ad oggi impossibile risalire alla chiave privata). Il mio destinatario può, a questo punto, decriptografare l’hash con la mia chiave pubblica (in questo modo riconosce che l’immagine è di mia proprietà) e confrontare l’hash ottenuto con l’hash dell’immagine stessa in modo da verificare l’autenticità del file.

Come si applica la crittografia in una blockchain?

Ogni transazione avrà sempre un elemento in input ed uno in output. Se io volessi inviare un file da A a B, firmo digitalmente il file con la chiave privata di A e poi cripto la transazione con la chiave pubblica di B in modo tale che solo B può ricevere il file. A questo punto B decripta il file con la chiave pubblica di A.

linked block

Ogni blocco della rete è rappresentato univocamente da un’hash. Ad esempio supponiamo che A è collegato a B. A è rappresentato da 0001, B possiede (nel campo relativo all’hash precedente) 0001. A e B risultano collegati tra loro e questo tipo di relazione fa sì che si rispetti l’integrità. Ciò vuol dire che ogni modifica al blocco A modificherà il suo codice hash e romperà la catena con il blocco B.

In generale, ogni blocco della catena contiene un puntatore hash come collegamento al blocco precedente, un timestamp e i dati della transazione.

Come si creano i blocchi?

i blocchi non sono altro che una collezione di transazioni create dagli utenti della blockchain. Per essere utente della blockchain basta possedere un portafoglio (o wallet, ce ne sono diversi in giro). Una volta creato il proprio wallet viene fornita la chiave pubblica e la chiave privata (che non deve essere assolutamente condivisa con nessuno).

Tutte le transazioni create da chiunque abbia un portafoglio (wallet) vengono raccolte in un blocco (al quale verrà assegnato un hash). Questo codice verrà poi inserito nel blocco successivo. Ogni transazione subirà, prima di accedere al blocco, una serie di controlli da parte dei nodi completi della rete in modo da verificarne la validità (i nodi completi sono nodi che hanno tutta la blockchain nel proprio storage). Una volta generato il blocco e convalidato le checksum di tutte le transazioni l’algoritmo proof-of-work garantisce che il nodo sia accettato da tutti i nodi della rete.

Chi sono i miners?

I miners sono nodi della rete che assicurano la validità ed il corretto funzionamento della blockchain. Tecnicamente pubblicano di continuo blocchi nuovi della blockchain con le transazioni che hanno appena verificato (1MB X 2000 transazioni). una volta che il miner pubblica un nodo riceve una ricompensa (bitcoin o altre criptovalute). I miners sono tra loro in competizione: chi produce blocchi per prima riceve ricompense maggiori. La velocità di calcolo e la banda di rete sono determinanti nella generazione dei blocchi.

La tecnologia appena descritta si sta evolvendo verso una nuova generazione di applicazioni web3.0. Ethereum è un piattaforma basata su blockchain che promette (oltre alla generazione di criptovalute) anche di poter creare applicazioni distribuite (senza un server centrale) DAPPS.

Quindi, se associamo le potenzialità della blockchain con le applicazioni distribuite potremmo aprire le porte ad una vasta gamma di applicazioni future che non avranno più bisogno di una centralizzazione delle informazioni o di una verifica di un ente terzo.

Caso d’uso IOT: gestione parco macchine aziendale attraverso l’interfaccia OBD2 e TAG NFC

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In questo articolo vorremmo porre l’attenzione sulla gestione del parco macchine aziendale.

Le tecnologie utilizzate sono:

Molte delle app messe a disposizione integrano le funzionalità dello smartphone (GPS, navigatore, connettività) con le funzionalità dell’interfaccia ODB2.

Oltre a dare informazioni relative alla diagnosi dell’automobile, alla velocità, ai giri motori ecc.. le app sono in grado di tracciare il percorso dell’automobile, di definire lo stile di guida del conducente (accelerazioni, brusche frenate), il numero dei km effettuati…

tutto questo è possibile spendendo relativamente poco e può farlo chiunque sia dotato di un automobile.

La nostra soluzione integrata offre ulteriori funzionalità per la gestione del parco macchine.

Grazie alla connettività degli smartphone è possibile collegarsi istantaneamente al nostro servizio in cloud ed è possibile impostare il prossimo tagliando, il numero di km effettuati, chi e come viene utilizzata la macchina, il tempo medio di guida, il costo del carburante, i consumi, lo stato dell’automobile…inoltre il sistema avvisa attraverso “alert” (telegram o email) quando sta per scadere una revisione o quando l’auto ha bisogno di manutenzione. Attraverso l’interfaccia OBD2, se ci sono problemi, viene inviato un segnale in remoto che imposta lo stato della macchina “in manutenzione”.

Tutte le informazioni vengono messe a disposizione dal sistema con l’obiettivo di ottimizzare e controllare i costi attuali e futuri.

Oltre a questo, in qualsiasi momento, possiamo interagire con il sistema semplicemente avvicinando lo smartphone al tag NFC oppure scannerizzando il QRCode che viene associato al momento della creazione dell’anagrafica dell’automobile.

I tag NFC sono acquistabili su questi link (oppure prendete tag NFC compatibili con il vostro lettore NFC, tra cui quello consigliato sotto)

Molti smartphone sono dotati di lettore NFC, altrimenti si può scegliere un classico lettore NFC (controllate solo che il lettore relativo al link sia correttamente compatibile con i TAG NFC che avete acquistato).

Una nuova soluzione in cloud per industria 4.0

 

 

InformaticaGestionale.it da quando si occupa anche di IIOT (Industrial Internet Of Things) è alla ricerca di soluzioni che possono essere utili sopratutto alle esigenze dei nostri lettori (piccole e medie imprese manifatturiere o di servizio).

Sul mercato esistono già svariate soluzioni. Quello che vi proponiamo è l’integrazione di diverse software “eccellenti” ognuna per il proprio campo di applicazione. Il tutto offerto in modalità “cloud“.

 

Sfruttando protocolli riconosciuti a livello mondiale e tecnologie d’avanguardia siamo in grado di proporre un sistema che gestisce gli asset aziendali o le macchine industriali connettendole con il sistema integrato gestionale ERP.