Idempiere IOT: Esempio di digitalizzazione delle cartelle per studi professionali

La piattaforma che vi faremo vedere permette di virtualizzare (digitalizzare) cartelle cartacee per studi legali, commercialisti, cliniche, architettura ecc.

Ecco l’elenco delle principali funzionalità:

  • Anagrafica: Creazione di una cartella virtuale
    • inserimento anagrafica cliente,
    • prodotto
    • assegnazione della cartella ad un utente/dipendente dello studio
    • prezzo della prestazione
    • data prossimo incontro (es. incontro con l’avvocato o visita ambulatoriale o visita appartamento nel caso di uno studio di architettura…)
    • data prossima scadenza (es. udienza, esame clinico…)
    • inserimento di qualsiasi tipo di allegato
  • Stampa ed assegnazione del QRCode
    • il QRCode viene fornito direttamente dalla cartella virtuale. Sarà quindi possibile attaccare il QRCode al faldone cartaceo in modo da prelevare le informazioni attraverso uno smartphone
  • Flusso di stati: di default il sistema presenta 3 stati (accettazione, in progress e completo). Questo flusso è possibile personalizzarlo in modo che si adatti meglio alle proprie esigenze. Per ogni transazione devono essere soddisfatte alcune condizioni già preimpostate (come ad esempio l’inserimento dell’anagrafica cliente)
  • Analisi: nella dashboard iniziale il sistema presenta i giorni mancanti alla data del prossimo appuntamento, la conta dei faldoni virtuali per ogni stato, a chi sono assegnati i faldoni ed il prezzo totale guadagnato.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.interofthings.com

 

Era dei dati, chi li sfrutta meglio vince?

Da diverso tempo è in atto una trasformazione del web.

Il web inteso come insieme di informazioni, o meglio, insieme di documenti tra loro collegati sta evolvendo verso un web inteso come un insieme di dati tra loro collegati.

Nel web di documenti le informazioni sono esposte in modo da renderle perfettamente human-friendly, nel web di dati connessi le informazioni sono prevalentemente esposte in forma machine-friendly nel rispetto di standard come RDF, XML, JSON.

Ma perchè questa necessità? semplice, gli essere umani non riescono più da diverso tempo a gestire la grossa mole di informazioni che regna su internet e si stanno attrezzando per delegare la gestione alle macchine. Considerando poi che i dati costituiscono una grossa fonte di ricchezza, pare evidente che chi li gestisce meglio  avrà anche un ritorno economico non indifferente.

Ed è così che nascono tematiche come: Opendata, linkedOpenData, BigData, Internet of Things…

In realtà questa trasformazione prevede anche un’altra grande caratteristica: la capacità di interconnettersi con altre realtà siano esse pubbliche o private. Infatti, per far in modo che le grosse quantità di dati abbiano un senso, è necessario individuarne il contesto. Per individuare il contesto su cui opera un dato è necessario creare una connessione verso un altro dato.

In poche parole ogni singola entità, oltre a saper gestire le informazioni, deve anche essere in grado di interconnettersi con altre entità ed adottare standard comuni.

apertura vs chiusura

Molte grandi aziende hanno ormai iniziato ad adottare politiche di apertura verso il mondo esterno (condivisione dati, api per sviluppatori, utilizzo standard comuni). Molte altre, invece, mantengono comunque una linea di completa chiusura verso il mondo esterno custodendo gelosamente i propri dati.

Chi tra queste aziende avrà ragione, scriverà la storia.